Il Tirreno

il nodo delle concessioni

Solvay, modificato il protocollo d’intesa accordo più vicino

di Mario Moscadelli

Anche uno dei “pessimisti”, il sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini, ora ha più fiducia sulla firma di quel protocollo d’intesa (o protocollo ponte, fate voi) che mira a sbloccare

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CECINA. Anche uno dei “pessimisti”, il sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini, ora ha più fiducia sulla firma di quel protocollo d’intesa (o protocollo ponte, fate voi) che mira a sbloccare la situazione delle materie prime di Solvay (concessioni minerarie a Volterra e acqua dal laghetto di Casagiustri). Da cosa nasce l’ottimismo di Pellegrini? Dall’articolo 5 inserito nel protocollo che dovrà essere sottoscritto da enti pubblici, azienda chimica e Ati Sale.

Il nuovo protocollo. La scorsa settimana il primo tentativo di firma del protocollo non era andato a buon fine. Pellegrini si era detto contrario a dare tutta questa fiducia a Solvay senza inserire nel testo precise garanzie, il sindaco di Volterra Buselli si era addirittura presentato al tavolo con un avvocato, facendo capire di non accettare quelle condizioni. E così ci si era lasciati con la possibilità da parte dei soggetti coinvolti di inviare alla Regione delle osservazioni da inserire in un protocollo ponte, propedeutico ad un nuovo accordo di programma con Solvay. Bene, i contribuiti di Comuni e Province sono stati racchiusi dalla Regione nell’articolo 5, che non c’era nella prima versione del testo. Ed ecco i contenuti, in sintesi, di questo articolo. 1: “tutela e sicurezza del territorio anche attraverso la pubblicizzazione dei dati relativi al controllo dei parametri dell’attività mineraria”. 2: “tutela della risorsa idrica con investimenti capaci di ottimizzare la disponibilità idrica tra usi civili, industriali e agricoli per tutto il bacino dell’alta e bassa Val di Cecina. In particolare occorre assicurare all’uso potabile tutta la risorsa idrica di qualità attualmente utilizzata per usi industriali, nonché verificare la possibilità di un migliore/maggiore utilizzo di acque derivanti da post-trattamento dei depuratori di Cecina e Rosignano (Aretusa) allo scopo di ridurre ulteriormente l’uso dell’acqua prelevata dalla falda”. 3: “Impegno da parte di Solvay al mantenimento degli attuali livelli occupazionali e incremento degli stessi attraverso progetti nel campo della ricerca e dell’innovazione”. 4:

“Sviluppo delle politiche produttive di Atisale, capaci anche di consolidare e incrementare i livelli occupazionali”. 5: “impegno da parte di tutti i sottoscrittori dell’accordo di programma affinché gli oneri finanziari corrisposti da Solvay sottoforma di canoni minerari o altri contributi, attualmente versati alla Regione e Ministero, siano devoluti a progetti di sviluppo che ricadono direttamente sul territorio. Questo affinché possono essere impiegati in opere di tutela e ripristino ambientale capaci di trasformarsi anche in motore di nuova occupazione”.

Le reazioni. Ed è grazie a questo articolo 5 che ora Pellegrini si dice ottimista: «Per me adesso ci sono i presupposti per firmare e revocare l’ordinanza su Casagiustri. Ma ora bisogna capire se Solvay è d’accordo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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