Sicurezza
Nuova sforbiciata ai trasporti sociali: ora il servizio è a rischio
Tagliato il 43% di risorse, da 400mila euro a 225mila. Allarme delle Pubbliche assistenze, ipotesi ticket
CECINA. La cifra fa tremare il polsi: il 43% in meno alle associazioni per il finanziamento dei trasporti sociali. È quanto riporta il bilancio preventivo per il 2012 presentato dai vertici della Società della salute agli enti che curano gli spostamenti di chi ha bisogno. Una sforbiciata netta: si passerà dai 400mila euro del 2011 a 225mila. Intanto i mezzi invecchiano, le spese di gestione aumentano e la benzina schizza alle stelle.
La situazione, se non si trovasse un soluzione al problema, rischierebbe di precipitare. A risentirne non solo chi usufruisce del servizio ma anche chi lo eroga: le associazionii. Su tutte le Pubbliche assistenze di Cecina e Rosignano. «Se negli anni passati - dice il presidente della Pubblica di Cecina, Romano Giovannini - potevamo contare su 110mila euro di contributi, quest'anno ne avremo circa 70mila. È ovvio che non bastano. Per garantire il livello minimo del servizio dobbiamo almeno raggiungere i 90mila euro». E i 20mila euro che mancano? Potrebbero arrivare dal pagamento (si parla di 3-4 euro a testa) di chi beneficia del trasporto. Con l'introduzione di esenzioni - Isee alla mano - per chi ha più difficoltà. Un po' come avviene con il nuovo ticket sanitario.
Se a Cecina va male se la passano peggio a Rosignano dove ci sono tante frazioni e i mezzi viaggiano di più. «Negli ultimi incontri - spiega il presidente Nicola Di Paco - ci hanno presentato il bilancio di previsione. I tagli sono partiti dal governo e, a pioggia, sono arrivati fino a noi. Negli anni la Regione ha provato a metterci una pezza, ma quando la coperta è corta c'è poco da fare. Non saprei proprio dove mettere le mani per tagliare i servizi. Siamo già all'osso».
Lo sgretolamento del welfare in Bassa val di Cecina e le difficoltà che si presentano ogni giorno davanti a chi gestisce le associazioni di volontariato: in questi giorni, la consulta per il terzo settore della Sds sta mettendo a punto un documento dettagliato con tutte le sforbiciate che ha subìto il comparto. Non ci sarà solo la mazzata ai trasporti sociali ma anche ad altri servizi essenziali, come il banco alimentare. Negli ultimi anni le richieste di cibo e vestiti sono cresciute in modo esponenziale, ormai le risorse non bastano più. Anche per questo è in agenda una raccolta locale che riesca a foraggiare i magazzini. «Nel terzo settore ci sono sempre meno risorse e sempre più richieste di aiuto» aveva spiegato Luisella Ragoni dopo la sua rielezione a presidente della Vo.Ce.
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