Sicurezza
Sinistra: assurdo vincolo sulla cava di Staggiano
GABBRO. «Per la Fornace Donati una lotta contro il tempo difficile da vincere, nonostante se ne parli da 15 anni». Inizia così l’analisi della situazione della fabbrica di mattoni di Gabbro da parte...
GABBRO. «Per la Fornace Donati una lotta contro il tempo difficile da vincere, nonostante se ne parli da 15 anni». Inizia così l’analisi della situazione della fabbrica di mattoni di Gabbro da parte di Giorgio Franconi, che scrive a nome del Gruppo comunista. «I problemi della Fornace Donati e di chi ci lavora - attacca Franconi - oggi risultano tradotti in una lotta contro il tempo. Quasi fossero sorti d'improvviso, mentre invece stanno lì da almeno quindici anni. Una lotta contro il tempo che, per adesso, non sembra realistico vincere: da una parte ci stanno i tempi relativamente limitati di tenuta dell'azienda, imposti dalla disponibilità di idonea materia prima e dall' andamento di mercato; dall'altra i tempi istituzionali e amministrativi che si presentano ben più dilatati. Nel mezzo ci stanno sia persone che rischiano concretamente il posto di lavoro, sia l'ambiente ed altre economie che rischiano forzature».
La Sinistra «ritiene che ci siano, o ci siano state, responsabilità istituzionali soprattutto a livello provinciale, circa i ritardi nella necessaria pianificazione estrattiva. Ma oggi interessa comunque far presto e, dunque, abbiamo sollecitato le nostre rappresentanze istituzionali a tutti i livelli ad operare per uno stralcio di pianificazione in grado di tagliare i tempi.
La Sinistra, poi, punta il dito «sulla sconcertante vicenda di quella parte dell'attuale cava in attività, in località Staggiano, interdetta dalla Sovrintendenza verso la fine degli anni '90. Siamo di fronte ad una incongruenza: una collinetta di ottima argilla, capace di fornire materia prima adatta alla fornace quanto basterebbe per affrontare con calma la questione degli approvvigionamenti futuri, bloccata in nome di un rudere agricolo ormai compromesso e 15 cipressi.Dunque niente di unico, fruibile e insostituibile. Ora veniamo a sapere che ad inizio febbraio 2012, Comune e Provincia hanno inoltrato alla Regione documentazione per far recedere la Sovrintendenza dalla sua incongrua e dannosa scelta. Meglio tardi che mai.E che succede se tra un anno le Province non ci sono più?».
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