Il Tirreno

«Pratiche non conformi» Architetti contro geometri

di Divina Vitale
«Pratiche non conformi» Architetti contro geometri

Esposto alla Procura della Repubblica, nel mirino il Comune di Bibbona L’accusa: «Accolte istanze per costruzioni in contrasto con la legge»

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BIBBONA. E' guerra tra categorie di tecnici progettisti. Una polemica sulle pratiche edilizie che coinvolge non solo i professionisti ma anche gli uffici tecnici comunali. E che parte da casa nostra. A stabilirlo una sentenza della cassazione nella quale si chiarisce quali siano i limiti delle competenze dei geometri rispetto a quelle degli architetti e degli ingegneri.

Pratiche non conformi. La notizia è infatti stata diffusa dall'ordine degli architetti di Livorno in riferimento, soprattutto, a pratiche "non conformi" segnalate nel comune di Bibbona.

«Il consiglio- come spiega la nota ufficiale - è stato costretto a portare all'attenzione della Procura della Repubblica il comportamento, riscontrato dal nostro rappresentante in commissione edilizia, da parte del comune di Bibbona in merito a presunto accoglimento dell'amministrazione comunale di pratiche edilizie a firma di geometri, in evidente contrasto con la normativa in vigore».

La normativa infatti recita che "ai tecnici solo diplomati (geometri e periti edilizia) è solamente consentita (ai sensi della norma contenuta nel R.D. n. 274 del 1929, art. 16, lett. m), la progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione in ogni caso di opere prevedenti l'impiego di strutture in cemento armato a meno che non si tratti di piccoli manufatti accessori, nell'ambito di fabbricati agricoli o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per l'incolumità pubblica».

Le sentenze di riferimento della Corte di Cassazione sono le n. 19292/2009 e recentemente definita la n.6402/2011, dove sono chiaramente espressi i limiti delle competenze dei geometri.

Costruzioni in cemento armato.Sono diversi i punti specificati dal Consiglio di Stato, nella stessa sentenza, per cui tra l'altro: l’annullamento del contratto qualora la progettazione di costruzione civile in cemento armato fosse affidata a geometra, così come calcoli in cemento armato anche nel caso in cui il compito fosse svolto da un professionista abilitato esterno; solo le prestazioni accessorie, autonome e distinte dalla realizzazione delle strutture in conglomerato, come l'individuazione dei confini di proprietà, la costituzione di servitù, lo svolgimento di pratiche amministrative, possono farsi rientrare nella competenza dei geometri.

E infine è nullo il contratto d'opera stipulato da un geometra che si pone la trasformazione di un fabbricato artigianale fatiscente in un complesso residenziale.

Informate le immobiliari.L'informativa è stata trasmessa a tutte le associazioni dei consumatori e alla federazione agenti immobiliari, «ritenendo doveroso - come spiega la nota dell'ordine degli architetti - procedere non solo alla tutela della nostra categoria professionale ma anche del diritto al buon governo del territorio dell'intera cittadinanza». Insomma: una guerra fra categorie di tecnici che non risparmia le pubbliche amministrazioni.

Segnalare gli abusi. Nella stessa lettera si invitano tecnici che hanno a che fare con simili pratiche ma anche semplici cittadini a segnalare eventuali abusi o illeciti che manifestano contrarietà esecutiva rispetto a quanto determina la cassazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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