Sicurezza
Campane selvagge, il vescovo detta le regole
Silvani richiama i sacerdoti a un uso diligente e con un decreto vara i nuovi orari «Tra i criteri anche la durata del suono, i rintocchi non dovranno essere ripetuti»
A chi disturba il suono delle campane non resta che andare a suonare in prefettura. È lì che potrà verificare il rispetto delle regole con cui le chiese della diocesi di Volterra conciliano le esigenze di culto a quelle di chi predilige la quiete anche a dispetto della tradizione.
Il vescovo Alberto Silvani richiama i suoi sacerdoti a un uso “diligente” delle campane, affinché siano «un segno che accompagna le celebrazioni, ma non siano fonte di disturbo per chi ha necessità di riposo o per particolari categorie di ammalati». Il tutto in un decreto in cui si fissano i “paletti” in termini di orari: il suono è consentito dalle 7 alle 20 nei feriali e dalle 7,30 alle 20,30 nei festivi, con le eccezioni della veglia di Pasqua e della notte di Natale.
«L'uso delle campane rientra nell’ambito della libertà religiosa – sottolinea il vescovo –. Come tale, la Chiesa intende tutelarlo e disciplinarlo, con attenzione alle odierne condizioni sociali e nel rispetto delle leggi civili vigenti in Italia». Una questione di decibel e di sensibilità. «In ogni realtà si può trovare chi protesta per il suono delle campane e chi invece lo reclama perché su quei rintocchi è abituato a regolare la propria giornata». Gli estremi sono Ponte Ginori, con l’abitato che affaccia sulla strada di scorrimento che da Cecina porta a Volterra. Qui fa più rumore un camion in transito che il rintocco delle campane. Altra situazione quella della piccola Libbiano dove l’assenza di rumori è quasi una costante. Due opposti da conciliare con la tradizione religiosa e il buonsenso.
Il suono delle campane è consentito solo per indicare le celebrazioni liturgiche e le altre manifestazioni di preghiera e di pietà popolare, scandire i momenti più importanti della vita della comunità cristiana, come le feste e i lutti. Ma anche per richiamare al mattino, a mezzogiorno e alla sera il saluto a Maria.
«Gli eventuali rintocchi dell’orologio campanario dovranno essere limitati alle ore o, al più, alle mezzore, e non essere ripetuti», dispone il vescovo Silvani. Tra i criteri anche la durata del suono per l’avviso delle celebrazioni liturgiche, che non deve mai superare i due minuti, eventualmente suddivisi in due momenti distanziati tra loro. Nelle grandi solennità la durata può essere predisposta per 3-4 minuti, con il consiglio di frazionarli in tre momenti. Ma la durata del suono per altri scopi, per esempio in occasione della morte di un fedele, non deve superare i 30 secondi.
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