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Fatighenti: «Assurdo chiudere il paese per la corsa»

Fatighenti: «Assurdo chiudere il paese per la corsa»

DONORATICO Desta perplessità l’organizzazione della Tirreno-Adriatico, la corsa ciclistica che mercoledì interesserà Donoratico. Un evento sportivo, attesissimo: è infatti la 47ª edizione della breve...

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DONORATICO

Desta perplessità l’organizzazione della Tirreno-Adriatico, la corsa ciclistica che mercoledì interesserà Donoratico.

Un evento sportivo, attesissimo: è infatti la 47ª edizione della breve corsa a tappe, primo grande appuntamento del calendario italiano, in programma dal 7 al 13 marzo. La prima tappa a cronometro prenderà il via da San Vincenzo per giungere a Donoratico, in via Aurelia. Partenza alle ore 14.30 circa (la prima staffetta) fino alle ore 16.45, quando l'ultima staffetta delle 22 squadre in gara, concluderà la corsa.

La Corsa dei due mari, organizzata dalla Gazzetta dello Sport, prenderà il via mercoledì 7 da San Vincenzo per poi concludersi il 13 marzo sul lungomare di San Benedetto del Tronto.

Sulla validità promozionale e turistica, oltre che sportiva, dell’evento, nessuno dubbio. Ma l’assetto della viabilità non convince il consigliere comunale di maggioranza Andrea Fatighenti. «Mercoledì il paese di Donoratico sara interessato dalla cronometro a squadre - dice il consigliere -. Certamente una bellissima iniziativa che offre una importante vetrina del nostro territorio». Ma «ho appreso tra le righe del precedente articolo sul Tirreno che il paese sara chiuso dalle 12 alle 17. Non un passaggio per uscire non un momento di stop per consentire quei trasferimenti indispensabili alle economie locali. E tutto in un giorno pienamente lavorativo. Cinque ore di chiusura totale di un’area enorme sia dal punto di vista di presenze che di insediamenti produttivi. Cinque ore di congelamento di qualsiasi attività».

Fatighenti si chiede «perché a tre giorni da questo stop forzato tantissimi cittadini ancora non sanno cosa gli accadrà e perché non sia stato individuato un percorso meno impattante per la vita della nostra comunità già pesantemente danneggiata dalle attuali condizioni economico-lavorative. Trovare un equilibrio tra promozione del territorio e bisogni dei cittadini si può, basta volerlo, si potrebbe per esempio fermare 10 minuti ogni quarto d'ora la gara per consentire i trasferimenti, diversamente ci sentiremo cittadini del medioevo chiusi nella rocca o peggio fuori della rocca con il ponte levatoio alzato». (d.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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