La manifestazione
Evasione e fatture false per 23 milioni
La Guardia di Finanza conclude una maxi operazione anti-truffa: cinque persone denunciate, ipotecata una villa
CECINA. La Guardia di Finanza di Cecina ha concluso una maxi operazione antitruffa cominciata nel luglio scorso, che ha portato alla denuncia di cinque persone per evasione e frode fiscale e all’iscrizione di un’ipoteca su una villa, in provincia di Pisa, del principale indagato del valore di un milione e mezzo. Un giro di fatture false e falsi sponsor per manifestazioni sportive (queste vere, e inconsapevoli) per un ammontare di 23 milioni di euro. Ma si parla anche di evasione delle imposte dirette per oltre 12 milioni, più un ammanco sull’Iva di 4 milioni.
Nei guai sono finiti quattro imprenditori delle province di Pisa e di Grosseto e un commercialista che opera nel Grossetano, considerato la mente della truffa, che sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Mentre sei sono gli evasori totali stanati nell'operazione della Finanza di Cecina, diretta dal tenente Angelo Vitiello.
Un’operazione che ha preso le mosse dagli sviluppi di un'attività d'intelligence svolta nel mondo delle gare sportive da rally che, già nell'estate dello scorso anno, aveva permesso di individuare altre imprese che avevano utilizzato, con sistematicità, fatture false emesse da soggetti economici di comodo (le cosiddette imprese "cartiere"), operativi al solo scopo di produrre documenti fiscali fittizi per consentire un illecito bilanciamento dei redditi delle imprese sottoposte a controllo dalle Fiamme gialle cecinesi.
Le società erano domiciliate in mezza Toscana e in Emilia. Due di queste avevano sede fiscale a Cecina e Rosignano.
Le complesse indagini, durate diversi mesi e coordinate dall'autorità giudiziaria di Livorno, sono state condotte anche con intercettazioni telefoniche e perquisizioni domiciliari. In particolare, durante alcune perquisizioni dei locali aziendali delle ditte ispezionate e dei domicili privati dei responsabili della truffa, è stata trovata copiosa documentazione extra-contabile, in procinto di essere distrutta. Il commercialista aveva consigliato ai suoi soci, amministratori delle ditte ispezionate, di trasferire il domicilio fiscale dell'azienda in un comune della Campania e di cambiare l'amministratore con un'altra persona fisica, risultata essere già gravata da precedenti penali e non solvibile, in quanto priva di redditi.
Il giudice tributario di Livorno ha accolto così la richiesta della Guardia di Finanza concedendo l'autorizzazione ad iscrivere un'ipoteca legale su un bene immobile di proprietà del principale indagato (un'abitazione di pregio in provincia di Pisa) quale garanzia in caso di insolvenza.
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