Sicurezza
«Infiltrazioni mafiose in agguato»
Baldeschi (Sel): «Il problema è come difendersi da certe operazioni»
ROSIGNANO
«Servono strumenti per difenderci dal rischio-mafia». Questo in sintesi l’intervento di Mario Baldeschi, coordinatore locale di Sel. «L'interessante e riuscito incontro organizzato al Pasquini dalla sezione locale di Libertà e Giustizia sulla mafia - dice Baldeschi - ha evidenziato, o meglio ha confermato, che anche la Toscana, Cecina e Rosignano comprese, seppur attrezzata di anticorpi democratici, non è esente da preoccupanti infiltrazioni mafiose. Non la mafia con coppola e lupara, ma una struttura dotata di grandi capitali di origine illecita da riciclare e che tenta di farlo inserendosi nei gangli economici con società, di difficile definizione, finanziarie, immobiliari, di costruzioni o operanti nel business dei rifiuti, utilizzando le più sofisticate tecnologie per la circuitazione dei capitali, non i pizzini, per intenderci.
Baldeschi prosegue. «L'esperienza, intanto, ci dimostra che per anni Rea ha fatto da nido del cuculo a Enerambiente e forse anche ai suoi predecessori societari. Ed allora la solita domanda: visto che la Toscana, nonostante ci sia stato un referendum che ha sancito che la gestione dei beni comuni deve essere interamente pubblica, ha invece deciso che si deve ricorrere a società miste pubblico-privato con il privato sì al 49% ma detentore dell'amministratore delegato, chi e come può garantire che i privati non siano in odore di mafia? Chi e come può garantire da un lato i cittadini e dall'altro gli amministratori pubblici da una eventuale e involontaria connivenza?».
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