Sicurezza
«Basta file al Cup, l’Asl corra ai ripari»
I sindaci alzano il tiro contro l’azienda sanitaria livornese mentre il progetto pilota della Regione non decolla
CECINA
Un disagio cronicizzato e crescente, che va avanti da mesi. Un problema che per l'Asl è «prettamente cecinese» ma che ancora non ha una soluzione. Quattro-cinque ore in fila per ritirare un referto o prenotare una visita al Cup sono inaccettabili. Qualcuno, tra i cittadini in coda, l'ha ribattezzato il Suk, tanta è la gente accampata in attesa. A completare il quadro dal gusto esotico poi ci pensa quel totem lì in mezzo. A volte rotto a volte a regime. È chiaro: il servizio non funziona.Dopo l'ennesima segnalazione e un'altra inchiesta sulle file, oggi sono i sindaci ad alzare la voce contro l'Asl. Per la verità non è la prima volta che l'azienda viene bacchettata dai sindaci per i disagi al Centro prenotazioni. Anzi, negli ultimi mesi l'Asl è stata ripresa praticamente da tutti: partiti, sindacati, comitati, istituzioni, associazioni e cittadini. Nonostante questo, il problema «prettamente cecinese» rimane e peggiora.
Le farmacie. «Siamo totalmente insoddisfatti dalla gestione del Cup - dice il sindaco di Cecina, Stefano Benedetti - il servizio non funziona, è sotto gli occhi di tutti. Più volte l'abbiamo fatto presente alla direzione generale. Ci hanno detto che stanno lavorando ma i risultati non si vedono». Le possibili soluzioni da mettere in campo? «E' fondamentale che le farmacie inizino a prendere le prenotazioni - continua Benedetti - anche se non siamo sicuri che questa novità possa essere risolutiva. Per questo stiamo premendo perché nel contratto di servizio vengano inseriti elementi che vadano ad alleggerire il carico di prenotazioni del Cup». Uno di questi potrebbe riguardare i medici specialistici. «Sarebbe importante che al momento della visita - chiude Benedetti - potessero inserire direttamente la prenotazione dell'esame per il paziente».
La Regione. L'abbattimento delle code al Centro prenotazioni venne promesso anche dall'assessore regionale Daniela Scarumuccia. Il proposito fu inserito anche in un comunicato stampa, quando i sindaci della Bassa val di Cecina, all'alba della manifestazione del comitato pro ospedale vollero incontrare i vertici regionali. L'assessore si impegnò a confermare gli investimenti sanitari per la Bassa val di Cecina e promise «la riorganizzazione del Cup e delle liste di attesa». Ipotizzando addirittura l'estensione del progetto pilota (finanziato dalla Regione e avviato nel Mugello) per le attività ambulatoriali cardiologiche. A oggi, al Cup continuano le file e il progetto pilota resta nel Mugello.
Manca il personale. «Ciò che sta accadendo al Cup è inaccettabile - dice il sindaco di Rosignano, Alessandro Franchi - ho scritto due lettere alla direzione generale per segnalare i disagi. La prima a novembre e l'ultima non più di venti giorni fa. Va ricordato che non si tratta di un disagio che riguarda solo l'ospedale ma anche i centri di prenotazione di Rosignano e Donoratico. Il problema ruota intorno al personale. Fino a pochi mesi fa c'erano 18 dipendenti a occuparsi delle prenotazioni. Oggi, a causa dei tagli, siamo a una decina». E se qualcuno si ammala le code si moltiplicano. «E' accaduto a Rosignano qualche giorno fa - ricorda Franchi - un dipendente era in malattia ed è rimasto un solo sportello per accogliere le esigenze di un comune da 33mila abitanti senza contare chi arriva da Castellina o Santa Luce». Il sindaco, nelle ultime lettere, ha chiesto all'Asl il potenziamento del personale, «magari aumentando il monte ore alla ditta che ha vinto l'appalto per le prenotazioni, non chiedo nuove assunzioni ma un intervento concreto. A questo punto l'Asl ci deve mettere una pezza».
Rino Bucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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