Il Tirreno

«Tutti alzano la voce ma nessuno fa nomi»

«Tutti alzano la voce ma nessuno fa nomi»

Nomi e cognomi, su tutti quello del direttore generale Monica Calamai, alla quale dovrebbe essere chiesto di dimettersi: così don Reno Pisaneschi torna a intervenire sulla sanità.

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CECINA. Nomi e cognomi, su tutti quello del direttore generale Monica Calamai, alla quale dovrebbe essere chiesto di dimettersi: così don Reno Pisaneschi torna a intervenire sulla sanità.

«In pochi giorni varie voci politiche della maggioranza hanno lanciato un allarme urgente sulla sanità - scrive don Reno - per denunciarne la situazione a livello incandescente, e contemporaneamente tacciare d'ignavia i sindaci della Bassa Val di Cecina per il caos in cui ci ritroviamo e lanciare perfino un forte e accorato aut aut: è stata una maratona vera e propria. Perché nessuno ha chiamato in causa con nome e cognome i responsabili della Regione insieme a quelli di Monterotondo? Tutti alzano la voce, mettono nero su bianco, declamano in modo più o meno altisonante le insufficienze ma non hanno il coraggio di chiedere le dimissioni dei responsabili e di innalzare le barricate con le dimissioni in blocco. Ultimamente, si è gridato e respinto l'”atteggiamento demagogico del comitato pro ospedale“ mentre si invita a riflettere come uno dei tanti problemi sia quello dell'assistenza territoriale. L'accusatore dimentica che proprio il comitato senza fare demagogia ha raccolto la voce inascoltata dei cittadini e il 22 ottobre si è presentato con 17mila firme (oggi siamo a 20mila) di altrettanti cittadini insieme a 12 sindaci e 4mila partecipanti sulle strade di Cecina per la richiesta di un impellente cambiamento di rotta nell'organizzazione sanitaria chiamando ognuno con nome cognome sia in Regione che nell’Asl 6. Dunque anche i firmatari e i partecipanti alla dimostrazione hanno un atteggiamento demagogico da vuoti contestatori e solo i politici ci vedono chiaro nella situazione che pure i ciechi nati denunciano come torba. Perché da un po' di tempo a questa parte non passa giorno che gli occupanti i consigli comunali cercano di farsi sentire in maniera assai contraddittoria all'interno dello stesso schieramento dove prima si dice una cosa e poi si rimangia in maniera vorace?»

«Tutti i cittadini - prosegue don Reno - si chiedono da tempo come mai non ci sia nessuno capace di intimare alla dottoressa Calamai una notifica per lasciare la sua nave naufragata per palese incapacità. Come mai, a cominciare dal presidente regionale Rossi, ai sindaci, nessuno ha la volontà per intervenire rapidamente davanti a questi risultati deludenti e per di più sulla nostra pelle? Come mai ai vertici delle istituzioni non abbiamo un altro De Falco? Come mai nessuno si sente responsabile e mette in atto soluzioni risolutrici per il nostro ospedale di Cecina? La responsabilità rientra nei doveri delle persone alle leve di comando? Non sarebbe più utile che proprio i politici dialogassero apertamente fra loro annullando i colori e le paratie divisorie per ricercare insieme il bene dei cittadini e non gli interessi del partito?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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