Sicurezza
Le poesie di Lorenzo «M’ispiro a Montale»
Bastano poche battute per capire di che pasta è fatto Lorenzo Socci. Ragazzo semplice e simpatico, sempre col sorriso, testa ben salda sulle spalle e tanta voglia di fare
DONORATICO. Bastano poche battute per capire di che pasta è fatto Lorenzo Socci. Ragazzo semplice e simpatico, sempre col sorriso, testa ben salda sulle spalle e tanta voglia di fare. Il suo essere artisticamente eclettico e la sua passione per la letteratura l'hanno portato a compiere il suo primo lavoro, un'antologia di poesie intitolata "Lo sai che potrei", pubblicata dal gruppo Albatros il Filo. Una bellissima soddisfazione per questo ventenne di Donoratico, diplomato al liceo scientifico Fermi di Cecina con il massimo dei voti e iscritto al primo anno di Lettere e filosofia a Pisa.
Lorenzo, 20 anni e già un amore così grande per la letteratura e la poesia. Cosa ti affascina di più?
«Credo che letteratura e vita siano due facce della stessa medaglia. Ogni epoca attraversa delle fasi e la letteratura ne fa da specchio. Mi affascina la possibilità di poter restare oltre il presente. Come? Nelle parole, come testimonianza di vita. Quando scrivo è come se mi staccassi da ciò che è intorno e cerco di vedere la vita da esterno. Scrivere è analisi della società e dell'intimità. Significa potersi comprendere».
I ragazzi della tua età spesso non capiscono certi significati. Vuoi mandare un messaggio?
«Il messaggio che voglio trasmettere è quello di un'urgenza di poesia nel nostro mondo, urgenza di scappare da ciò che è falso per perseguire l'obiettivo della naturalezza. Viviamo circondati da reality-show, gossip, cronaca nera: è l'ora che si riportino i giusti valori al loro posto. La poesia è il mezzo privilegiato per poter parlare alla comprensione intuitiva di ognuno».
A chi ti ispiri? Hai modelli di riferimento?
«Il maestro per eccellenza è Montale, in quanto tratta la fuga dal "male di vivere" attraverso la poesia, unica speranza di pace. Mi affascinano Baudelaire, Dino Campana e Alda Merini, riescono a toccare l'anima con le parole. Se nel mondo ci fosse un po' più di poesia, di bellezza, gioverebbe a tutti. Citando Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo. Può sembrare banale, ma a mio vedere è la poesia il substrato dell'esistenza stessa».(g.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
