Il Tirreno

Naufragio, primo test sulla barca

Naufragio, primo test sulla barca

Stamani al porto la perizia tecnica. In contemporanea l’autopsia sull’operaio

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ROSIGNANO

Via alle perizie per stabilire le eventuali responsabilità del naufragio in cui, una settimana fa alle Secche di Vada, ha perso la vita Wladimiro Trotta. L’operaio di 42 anni della Serfer è deceduto dopo essere rimasto per circa 4 ore in mare. Ipotermia? Pare di sì, ma il sostituto procuratore Paolo Rizzo ha comunque voluto andare fino in fondo su questo aspetto e per stamani, all’obitorio di Rosignano Marittimo, è prevista l’autopsia da parte del medico legale. Solo dopo questo esame si avrà la certezza della causa della morte e la salma sarà restituita alla famiglia.

Ma l’autopsia non sarà l’unico esame che sarà svolto nella mattinata di oggi. Intorno alle 10, al porto di Rosignano, arriverà l’ingegnere nautico pisano Carlo Culla per eseguire una prima verifica all’imbarcazione, messa sotto sequestro. Culla dovrà fare luce su un aspetto in particolare: da dove è entrata l’acqua che ha poi determinato il naufragio? Se la verifica di stamani non sarà sufficiente, molto probabilmente sarà eseguito un test sull’imbarcazione o mettendola in mare o riempiendola di acqua. Una volta individuato il difetto, si dovranno poi appurare eventuali responsabilità sulla manutenzione del natante (un cabinato di 7 metri con motore fuoribordo comprato usato pochi mesi fa) e sulle attrezzature quel giorno messe a bordo. Come da prassi, la Procura ha iscritto tra gli indagati i soci della barca, anche se in questo senso la situazione è piuttosto ingarbugliata.(ma.mo.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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