Il Tirreno

Verso la revoca dell’ordinanza

di Mario Moscadelli

Nuovo sopralluogo al laghetto di Casagiustri. Hidro’s: la Regione prepara un protocollo d’intesa

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CECINA

Solvay presto dovrebbe tornare a prelevare l’acqua dal laghetto di Casagiustri. Ma a determinate condizioni, che saranno inserite in quel protocollo d’intesa che dovrebbe essere firmato giovedì prossimo in Regione e che dovrebbe dare il via libera una volta per tutte al progetto Hidro-s. Ovvero, la realizzazione di un invaso di circa 2,2 milioni di metri cubi nei cavi dei gorili della Steccaia per stoccare acqua proveniente dalle piene del fiume Cecina e riutilizzarla ai fini industriali, riducendo così il prelievo dalle falde. E in previsione di questo vertice in Regione, ieri mattina ai laghetti c’è stato un sopralluogo per verificare se durante il pompaggio da parte di Solvay, poi interrotto dall’ordinanza emessa a metà del gennaio scorso dal sindaco Aurelio Pellegrini a cui è seguito anche un esposto alla Procura, ci sono stati danni alla falda acquifera.

Il sopralluogo. Ieri mattina alle 11, davanti l’ingresso dei laghetti di Casagiustri, si sono ritrovati il sindaco Aurelio Pellegrini, i tecnici dell’Autortà di Bacino regionale Marco Trambusti (ignegnere) e Graziella Ceravolo (geologa) e Franceschini di Arpat. Con loro anche l’assessore all’ambiente ai lavori pubblici Fabrizio Landi, l’architetto comunale Paola Pollina e Valentina Santi consigliere comunale con delega all’ambiente. Scopo principale del sopralluogo, in estrema sintesi, verificare se Solvay con la sua attività ha fatto danni alla falda acquifera e all’ambiente circostante. Questo perché il sindaco stesso si era accorto che dal giorno dello stop dell’approvvigionamento, il livello dell’acqua del lago era salito. Infiltrazioni dal sottosuolo? Questo era il timore dello stesso sindaco. Ma da una prima verifica degli esperti presenti ieri pare che questo rischio sia da escludere. Il livello dell’acqua si è alzato di 5 centimetri in un mese (come dimostra un palo piantato dallo stesso Comune in un punto del lago), «ma sembra che sia dovuto - dice Pellegrini - alle immissioni che arrivano dal fiume Cecina. Dunque, la falda sarebbe intatta, anche se a giorni sarà fatta una relazione dettagliata». Insomma, anche se non in maniera ufficiale, sembra escluso il danno ambientale che Pellegrini temeva. Sempre durate il sopralluogo di ieri non è stata riscontrata nessuna moria di pesci e nemmeno un’alterazione della fauna. «Sono sollevato - dice Pellegrini - ma questo è solo uno degli elementi positivi per ritirare l’ordinanza e permettere a Solvay di tornare a prelevare acqua».

Il vertice. La relazione che dovrà scrivere l’Autorità di Bacino sarà uno degli elementi che saranno messi sul tavolo della trattativa nel vertice previsto giovedì prossimo in Regione. «Un vertice a questo punto decisivo - dice Pellegrini - che non vedrà coinvolto solo il nostro Comune, Solvay e Regione, ma tutti gli enti che rientrano nel progetto Hidro-s». Dall’incontro, infatti, ci si attende un protocollo d’intesa tra istituzioni e azienda mirato allo sblocco del progetto. «Sono tre le condizioni - dice Pellegrini - con cui il Comune di Montescudaio è pronto a firmare quel protocollo e a ritirare così l’ordinanza che blocca gli emungimenti da parte di Solvay. Primo: che, come pare da una prima analisi, non ci siano stati danni alla falda acquifera. Secondo: Solvay deve restituire all’uso pubblico il pozzo 21, che si trova vicino ai laghetti in direzione Montescudaio. Terzo: che il laghetto sia attrezzato per un uso pubblico, con la possibilità di organizzare anche eventi sportivi. Senza queste tre condizioni noi non firmeremo niente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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