Proteste
Il mutuo per la casa? Un miraggio per i giovani
L’Asppi conferma un crollo delle richieste del 59%, il più alto della provincia Grassi: «Malgrado l’ultima manovra le banche sono ancora abbottonate»
CECINA. Sempre meno giovani riescono a ottenere l'accesso al credito. Ormai il mutuo - per chi non ha le spalle sufficientemente larghe - è diventato un miraggio. Le banche prima di concedere un prestito vogliono garanzie certe; lo stipendio fisso come minimo, meglio una proprietà, il mattone su cui poi piazzare l'ipoteca.
A lanciare l'allarme sul crollo delle richieste dei mutui è l'Asppi di Livorno (Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) dopo la lettura della sua ultima rilevazione trimestrale sulla linea di tendenza dei prestiti ai privati. In tutta la provincia il dato più preoccupante si registra proprio nella Bassa val di Cecina.
«Rispetto all'anno scorso - commenta l'architetto Sirio Grassi, presidente Asppi - le richieste di accensione di un mutuo sono crollate a picco. Sono calate di qualcosa come il 59% nella zona compresa tra Cecina e Rosignano, mentre nel resto della provincia la flessione si attesta intorno al 50%. Numeri che fanno preoccupare».
Che la situazione nazionale e locale si trovi in un equilibrio precario tra recessione e lieve crescita lo conferma anche l'Osservatorio sul credito realizzato e diffuso da Assofin, Crif e Prometeia. Il report - per i primi nove mesi dell'anno - parla di una contrazione pari al -5,7% per i mutui relativi all'acquisto di immobili e del -11,7% per gli altri tipi di mutui.
Il vero dramma riguarda i giovani. Per chi non ha più di trent'anni l'acquisto di una prima casa è una chimera. E anche programmare il futuro diventa difficile. «Per i ragazzi della Bassa val di Cecina i numeri sono sconfortanti - spiega l'architetto - solo il 5% degli under 30 che presentano richiesta riesce a ottenere il mutuo. Il problema sta in questi termini: chi non ha una fideiussione da presentare alla banca a garanzia della somma richiesta resta a bocca asciutta».
A garantire, nella maggior parte dei casi, sono i genitori che si rivelano un vero e proprio ammortizzatore sociale. Sono loro a impegnarsi davanti agli istituti di credito per coprire le eventuali mancanze dei figli o a investire direttamente la liquidazione sul futuro dei loro ragazzi.
Dalla lettura dei dati dell'ultima rilevazione, l'Asppi è critica verso le banche. «Siamo molto preoccupati - dice Grassi - perché nonostante il governo abbia ricevuto molti complimenti per l'ultima manovra e i conti si stiano riassettando gli istituti sono ancora molto abbottonati, soprattutto con i giovani. Il fatto che il numero di richieste di prestiti sia crollato di oltre il 50% non significa che sia mancata la domanda. Il vero problema è che oggi la richiesta di mutuo non arriva neanche sul tavolo del direttore di una banca. A malapena supera l'esame del primo colletto bianco». E anche questo è un successo.
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