Sicurezza
Balli, poesie e dolci per farci conoscere
L’associazione Donne emigrate ha organizzato una festa a cui hanno preso parte tutte le etnie presenti a Cecina
CECINA. «Ciò che spesso ci divide è la diffidenza e la poca conoscenza dell'altro e della diversità, per questo dal 2010 promuoviamo delle iniziative con lo scopo di favorire l'integrazione e l'inserimento delle donne straniere nella vita sociale e anche politica di Cecina». Parole di Rezearta (Resy) Elezi, presidente dell'associazione Dea (Donne emigrate associate) che il prossimo 25 marzo festeggerà due anni di attività.
Con questo vero e proprio "motto", l'associazione Dea traccia un primo bilancio dell'attività pochi giorni dopo la festa organizzata lo scorso 19 febbraio in occasione del quarto anniversario dell'indipendenza del Kosovo.
Un giorno di incontro. «Nell'associazione Dea c'è una forte presenza della comunità albanese, che a Cecina è presente da almeno vent'anni - spiega Rezearta - per questo da due anni organizziamo una festa coinvolgendo il gruppo di ragazzi della scuola albanese che sabato scorso hanno preparato una recita con poesie, canzoni e balli kosovari, accompagnati da un buffet con cibi tradizionali».
Ricorrenza e conoscenza. L'iniziativa ha avuto un duplice obiettivo. «Per i kosovari e gli albanesi questa è una ricorrenza molto importante - spiega la presidente di Dea - è una giornata in memoria dei caduti e viene celebrata dalle due comunità ovunque si trovino.
La cultura dei popoli. Il primo obiettivo che vogliamo raggiungere è quello di far conoscere e presentare le caratteristiche, la cultura e le tradizioni di questo popolo e festeggiare tutti insieme questa festa». L'altro scopo, davvero importante per il tema della multiculturalità e dell'integrazione a Cecina, è quello di far conoscere i valori e la storia al di fuori di questa comunità.
Tutti presenti. «Alla festa di domenica presso la sede dell'Acat, che ringraziamo per la disponibilità mostrata, erano presenti cittadini italiani, brasiliani e molti di vari stati africani. Il secondo obiettivo di questa iniziativa, infatti, è far prendere parte alla festa di albanesi e kosovari anche a chi di queste comunità non fa parte».
«Per i nostri figli». Un'iniziativa importante anche per i figli delle donne emigrate. «I nostri figli si sentono italiani ma a volte si vergognano delle loro origini - spiega ancora Rezearta Elezi - noi, anche attraverso la scuola albanese, nella quale ogni sabato per due ore insegniamo lingua, storia e tradizioni a circa una ventina bambini e ragazzi dai 9 ai 18 anni, vogliamo fare essere loro orgogliosi di appartenere ad una comunità e utilizzare questo bagaglio culturale per integrarsi e trasmetterlo anche ai coetanei di altri paesi.
«Facciamo tutte queste iniziative da due anni - conclude la presidente di Dea - e senza alcuno scopo di lucro, spesso con le nostre associate che operano un vero e proprio servizio di volontariato nell'organizzazione di queste iniziative».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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