Il Tirreno

Bagni nel mirino del Demanio

di Rino Bucci

I titolari degli stabilimenti: dopo le concessioni, ora sono a rischio anche le nostre strutture

3 MINUTI DI LETTURA





 

CECINA. Prima la Bolkestein, ora l'Agenzia del demanio. Non c'è pace per i balneari. A lanciare un nuovo allarme per gli imprenditori del settore sono le associazioni Fiba e Assobalneari. «Da molti mesi, il Demanio, sta effettuando verifiche - spiegano le associazioni - allo scopo di rilevare se le strutture e le attrezzature esistenti negli stabilimenti balneari siano da considerarsi di "facile" oppure di "difficile" rimozione, ai sensi di quanto stabilito dal Codice della navigazione. In base a questi controlli, allo scadere delle concessioni (sicuramente per tutti entro il 31 Dicembre 2015, ndr), le strutture rilevate come "di difficile" rimozione, saranno incamerate dallo Stato, cioè acquisite in proprietà, senza riconoscere alcun indennizzo a chi quelle strutture le ha realizzate». Il problema è che ormai, quasi tutte le costruzioni edificate sul fronte mare, sono di difficile rimozione. Andranno al Demanio?

I controlli. Sono partiti dalla Versilia e piano piano hanno interessato tutta la costa toscana. «Il Demanio ha messo gli occhi anche sulle costruzioni del nostro litorale - dice Stefano Paperini di Fiba Confesercenti - e purtroppo circa il 90 per cento di quelle censite è risultato classificato come di "difficile" rimozione». Tradotto significa che, allo scadere della concessione, circa il 90 per cento delle stabilimenti locali potrà essere incamerato tra i beni dello Stato. Per gli imprenditori anni di investimenti e sacrifici buttati al vento. «Anche la nostra struttura - dice Stefano Bacci dello stabilimento "La Perla" di Rosignano - è stata classificata di difficile rimozione. Della classificazione se ne sono occupati i tecnici del Comune, sono stati loro a passare tutta la documentazione al Demanio. Al termine della concessione il bagno diventerà di proprietà statale. Stiamo cercando di mettere in piedi una protesta, anche perché la data si avvicina. Più che manifestare non possiamo. Comunque non siamo certo disposti a lasciare tutto ciò che abbiamo costruito per niente».

Insomma, i balneari venderanno cara la pelle. Anche per questo motivo, nei giorni scorsi, i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno incontrato gli amministratori regionali. Sul tavolo è stata rilanciata la richiesta di «un'adozione urgente di specifiche norme urbanistiche regionali, attraverso le quali porre rimedio alla situazione».

Ancora Bolkestein. La battaglia si combatte su due fronti. Proprio ieri il ministro del Turismo, Piero Gnudi, ha promesso una legge che nel giro di "6-8- mesi" recepirà le direttive europee perché «così non si può andare avanti. L'essenziale è che le procedure siamo trasparenti e aperte alla concorrenza». Le ultime concessioni demaniali scadranno nel 2015. Da quella data ci potrebbero essere le tanto temute aste. A rischiare - a livello locale - sono gli stabilimenti alle Gorette. Mentre a Marina i danni saranno più lievi: le strutture insistono su proprietà private. «Il ministro parla sempre prima con la stampa che con i diretti interessati - dice Paperini - giovedì prossimo saremo a Roma per protestare e magari riuscire a partecipare al tavolo convocato dal ministro con le associazioni sindacali per il recepimento della Bolkestein».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web