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Sanità: anche l’Idv chiede una rapida svolta

Sanità: anche l’Idv chiede una rapida svolta

Tensioni in maggioranza . Gallelli: «I sindaci si facciano sentire». Benedetti: «Nessuna frizione»

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CECINA

La tenuta stagno della giunta di centrosinistra alla prova di forza della sanità. Un fantasma che agita il sonno degli amministratori di targa Pd che, dopo le bordate del comitato pro ospedale, devono fronteggiare anche il maldipancia di compagni illustri di giunta. Prima l’ultimatum del Psi, con il segretario Bechini che ha detto senza possibilità di equivoco, (a proposito dello stato dei servizi sanitari cecines)i: «O si cambia o usciamo dalla giunta». Adesso arriva anche il destro dell’Italia dei Valori attraverso il segretario Gallelli che in un lunghissimo intervento ad un anno dalla riorganizzazione per intensità di cure del nostro ospedale denuncia che «non solo non sono state risolte ma anzi si aggravano sempre di più le gravi problematiche interne». E aggiunge: «La riorganizzazione, è portata avanti in modo sempre più confuso e con aumento delle difficoltà e dei disservizi per gli utenti.I cittadini passano intere mattinate al Cup per prenotare visite che avverranno tra mesi e per pagare i tichet e ritirare i risultati del laboratorio di analisi». E avanza le richieste: «Potenziare il Cup riportando il Cuptel nell'ospedale di Cecina e riaprire un punto informativo nell'ingresso dell'ospedale. Medici di base in rete per prenotazione diretta prelievi; piano di assunzioni di personale per evitare; verifica immediata dei reparti nella fase attuale di funzionamento per intensità di curaGrande attenzione deve essere posta alla cardiologia , al mantenimento a Cecina della Utic». Ma l’Idv chiede anche formaziione del personale, più informazione dei cittadini, una verifica semestrale dei risultati e sollecita l’attuazione del Pal, del contratto di servizio e l’incremento di risorse per far funzionare i consultori familiari. E chiama in causa i sindaci della Bassa Val di Cecina perché facciano sentire la loro voce al governatore Rossi e all’assessore alla Salute Scaramuccia, oltre che naturalmente nei confronti dei vertici dell’Asl 6. Alcuni giorni fa era intervenuta anche il segretario del Pd cecinese, Alessandra Meini. Un invito all’Asl 6, il suo, per dare risposte urgenti ai problemi dei cittadini, dal Cup alle liste d’attesa. E se dentro al Pd c’è anche chi si allinea al duro monito dei socialisti, a palazzo civico il sindaco Benedetti si dice sicuro sulla tenuta della giunta. «Non mi risulta ci siano frizioni», smorza Benedetti. Che tuttavia ammette come, sulla riorganizzazione dei servizi, ci siano ancora «problemi da risolvere». «Qualcosa di importante è stato fatto - dice il sindaco - penso ai primari di ginecologia ed ortopedia, alla nuova Tac. Ma occorre abbattere i tempi di attesa e migliorare il Cup. Ma soprattutto si devono approvare subito gli strumenti di programmazione: contratto di servizio e Pal».

Basterà a tranquillizzare gli alleati di giunta?(a.r.)

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