Attenzione
Il primo riconoscimento che potrebbe fare scuola
ROSIGNANO Nel corso dell'incontro di mercoledì si è parlato anche del caso di Romano Posarelli, ex dipendente Solvay, morto a settant’anni, nel novembre del 2010 di adenocarcinoma polmonare. «Il suo...
ROSIGNANO
Nel corso dell'incontro di mercoledì si è parlato anche del caso di Romano Posarelli, ex dipendente Solvay, morto a settant’anni, nel novembre del 2010 di adenocarcinoma polmonare.
«Il suo caso - afferma l'avvocato Bonanni - è il primo riconoscimento, fra i dipendenti Solvay di Rosignano, da parte dell'Inail, di adenocarcinoma come malattia asbestocorrelata. In altre parole - spiega l'avvocato - grazie agli elementi probatori prodotti dal sottoscritto, si riconosce che la sua malattia è stata causata da fibre di amianto respirate in ambiente di lavoro».
L'adenocarcinoma è un tumore che, a differenza di altri, non verrebbe automaticamente collegato dall'Inail all'esposizione all'amianto, non essendo inserito nel sistema tabellare dell'Istituto.
«In Italia - dice ancora l’avvocato Bonanni - la tabella Inail delle malattie professionali riconosce come causate dall'esposizione ad asbesto le seguenti patologie: placche e ispessimenti pleurici con o senza atelettasia rotonda, mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardio, mesotelioma peritoneale, Mesotelioma della tunica vaginale e del testicolo, carcinoma polmonare, asbestosi, fibrosi polmonare. L'adenocarcinoma non compare, quindi ogni caso deve essere valutato singolarmente. In Italia ne esistono di casi riconosciuti dall'Inail, ma a Rosignano quello di Posarelli è il primo».
Caso che potrebbe fare da apripista a situazioni simili di ex colleghi, molti dei quali già morti, e far salire il numero di cause non ancora intentate proprio perché la malattia non compare nella lista ufficiale dell'Inail.
L'avvocato si è rivolto per questo ai parenti, mogli e figli di ex dipendenti dello stabilimento di Rosignano, in particolare a «chi ha lavorato nel reparto calderai, come il signor Roberto».
Anche il figlio Massimiliano, peraltro presidente della sezione Ona di Rosignano, è intervenuto spiegando le vicende legate all'iter per il riconoscimento della malattia del padre: «La mia famiglia - dice - ha fatto causa poco dopo la morte del mio babbo, alla fine del 2010. A gennaio di quest'anno ci sono arrivati dall'Inail il riconoscimento e i risarcimenti, che sono un rimborso spese e la rendita».
Il riconoscimento, da parte dell'Inail, della malattia di Posarelli come derivante da esposizione ad amianto in ambiente lavorativo, avrà inoltre un peso notevole nello svolgimento del processo. (c.c.)
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