Il Tirreno

Solvay, assemblea al teatro poi la protesta a Volterra

di Mario Moscadelli
Solvay, assemblea al teatro poi la protesta a Volterra

Sindacati e lavoratori hanno deciso di coinvolgere tutto il parco industriale in un nuovo incontro. Le Rsu: «Ora vorremmo i sindaci dalla nostra parte»

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ROSIGNANO

Una nuova assemblea al teatro Solvay aperta a tutte le realtà del parco industriale, coinvolgimento dei sindaci e protesta davanti al Comune di Volterra. Sono queste le azioni che sindacati e lavoratori ieri riuniti nell’assemblea di fabbrica hanno deciso di intraprendere per i prossimi giorni.

Un’assemblea molto partecipata (quasi 200 lavoratori), a cui hanno preso parte anche alcuni quadri. «Abbiamo deciso - dice Marco Baldini, Rsu Solvay - di programmare una nuova assemblea, coinvolgendo tutti i lavoratori del parco industriale e anche i loro familiari. Da questo incontro sarà fissata la data per andare a manifestare in Comune a Volterra». Assemblea che, come afferma Alessandro Lami della Cgil, si terrà a breve al teatro Solvay. «Entro la fine della settimana fisseremo questa assemblea, perché il tempo stringe». Comunque, dal sindaco di Volterra sindacati e lavoratori ci andranno sicuramente nei primi giorni del mese di marzo.

Ma che clima si respirava ieri in assemblea? «I lavoratori sono molto arrabbiati, perché la cassa integrazione fatta scattare da Solvay non è dovuta alla crisi del mercato o a una delocalizzazione. Il problema, invece, è che non ci fanno lavorare». Nel mirino non solo il sindaco di Volterra che ha bloccato i siti da cui estrarre il salgemma, ma anche la Regione Toscana. «Sì - conferma Lami - alcuni lavoratori hanno fatto notare che sono passati già 15 giorni dalla promessa fatta dalla Regione di rinnovare le concessione, ma su questo fronte c’è solo silenzio al momento».

Come detto, l’intenzione è quella di coinvolgere nella manifestazione (a partire già dalla prossima assemblea al teatro Solvay) i sindaci coinvolti, come ad esempio Rosignano, Cecina, Montescudaio, Pomarance e Montecatini Val di Cecina. «Li vorremo dalla nostra parte - dice Lami - dalle parte dei lavoratori». Baldini prosegue. «Nessuno mette in dubbio la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, ma non si può scherzare sul rischio di perdere molti posti di lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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