Il Tirreno

Amianto, dopo Torino l’Ona mette nel mirino la Solvay

 «La sentenza di Torino dimostra che le richieste formulate anche per il caso Solvay non sono peregrine e quindi costituisce un precedente importante per l'esito positivo di analoghe cause

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. «La sentenza di Torino dimostra che le richieste formulate anche per il caso Solvay non sono peregrine e quindi costituisce un precedente importante per l'esito positivo di analoghe cause legali che portiamo avanti nel territorio livornese gran parte delle quali relative ai lavoratori Solvay». Così l'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Ona (Osservatorio nazionale amianto) commenta la sentenza storica pronunciata lunedì scorso dal tribunale di Torino che condanna Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier, ultimi due proprietari dell'azienda Eternit in Italia, a sedici anni di reclusione per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche. Processo nel quale l'avvocato Bonanni, che a Rosignano segue oltre cento casi, è uno dei legali di parte civile. «In pratica - spiega l'avvocato - i reati per i quali i due industriali sono stati condannati a Torino sono gli stessi che abbiamo mosso anche a Solvay. Quindi anche per queste cause legali rappresenta un precedente significativo».

Tutto questo alla vigilia di un incontro previsto per oggi alle 18.30 nella sede locale dell'associazione, all'interno del Centro Rodari, in via della Costituzione.

«Nel corso dell'assemblea aperta alla cittadinanza - dice Bonanni - faremo il punto della situazione sulle cause a Rosignano. Fra le altre cose - annuncia - parleremo del recente riconoscimento da parte dell'Inail di circa venti nuovi casi di malati da fibre di amianto nella provincia di Livorno, molti dei quali proprio a Rosignano».

Chiara Castaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web