Il Tirreno

Bilancio: la beffa dell’Imu «Ci saranno meno introiti»

di Andrea Rocchi
Bilancio: la beffa dell’Imu «Ci saranno meno introiti»

Benedetti: taglio di un milione ai trasferimenti. Probabile l’aumento dell’Irpef Tassa di soggiorno? «La applichiamo, non da aprile, incidendo sull’alta stagione»

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CECINA

Sarà un 2012 di grande incertezza e difficoltà per i conti comunali. Parola di Stefano Benedetti che lancia l’allarme in vista dell’approvazione del bilancio (prevista per fine marzo ma probabilmente rinviata ad aprile): perché ci saranno tagli di circa un milione di trasferimenti statali, ma soprattutto perché la leva dell’Imu - introdotta dal governo Monti - produrrà per le casse municipali un gettito inferiore di quello fino ad oggi garantito dall’Ici sulle seconde case. Col rischio, se si vogliono tenere in piedi i servizi fino ad oggi garantiti, di vedersi aumentata l’aliquota di compartecipazione Irpef.

La beffa Imu. Conti alla mano, nel 2010 l’Ici ha fruttato al Comune di Cecina 5.375.966,15 euro, di poco ridotti nel 2011. «Se dovessimo applicare le aliquote di riferimento fissate dal decreto Monti, vale a dire il 4 per mille per la prima casa e il 7,6 per la seconda - spiega oggi il sindaco -avremo comunque un’entrata inferiore rispetto a quella fino ad oggi avuta per l’Ici con la compensazione dei trasferimenti statali». Il perché è presto detto. Allo Stato, entro giugno, va il 50% dell’importo. Se si considera inoltre l’aumento della rendita catastale del 60% - afferma Benedetti - si calcola che il gettito previsto per il comune sia inferiore a quello fino ad oggi percepito con l’Ici tanto più in assenza di contributi statali perquativi».

Prima casa allo 0,4%. «E’ nostra intenzione non gravare sulla prima casa - dice il sindaco -; la valutazione che probabilmente saremo costretti a fare è sulla seconda casa», dove - conti alla mano - potrebbe essere applicata una quota più alta del 7,6%. Come sappiamo il decreto Monti concede ai comuni la facoltà di aumentare la aliquota fino ad un massimo di 0,3%. Ma decisioni in merito - fa notare Benedetti - non sono state ancora prese anche perché «siamo in assenza di un quadro normativo ancora definito». Inoltre il sindaco ricorda come Cecina abbia un numero più limitato, rispetto anche a comuni vicini, di case sfitte. Quindi, oltre alle aliquote per gli alloggi e le attività commerciali e produttive andrà definito anche il sistema di ulteriori detrazioni oltre a quelle previste dal decreto governativo (200 euro, 50 euro per oni figlio...)

Tagli ai trasferimenti. Sulla costruzione del bilancio 2012 pesa come un macigno anche l’incognita tagli. «Nel 2011 - dice Benedetti - abbiamo avuto 600mila euro in meno. Quest’anno, oltre a 500mila euro di riduzione già previsti dal governo Berlusconi si prevede un nuovo taglio ai comuni per circa un miliardo che, da una prima stima, dovrebbe incidere per altre 500mila euro sul nostro comune». Significa dover operare centellinando la spesa, peraltro ridotta negli anni - spiega Benedetti - e naturalmente gli investimenti già mortificati dai meccanismi del patto di stabilità. «Noi abbiamo già sollevato la questione all’Anci . Nel 2011 il saldo attivo fissato per il nostro comune era di 1,2 milioni, nel 2012 è di 1,5. E’ frustrante avere soldi e non poterli spendere. L’anno scorso abbiamo chiuso con un avanzo di amministrazione di 2,5 milioni che poi abbiamo utilizzato per abbattere alcuni mutui. Quest’anno avremo un avanzo anche maggiore».

La leva dell’Irpef. Se ancora non si può fare una stima esatta di quanto il comune di Cecina incamererà dall’Imu (sebbene si prevedano appunto minori entrate rispetto all’Ici) e se è vero che l’amministrazione comunale non sembra intenzionata ad aumentare l’aliquota di riferimento stabilità dal governo per la prima abitazione, è altrettanto vero che palazzo civico potrebbe azionare altre leve. Come quella dell’aliquota di compartecipazione Irpef che oggi Cecina ha al 6 per mille (e che ha dato nel 2010 circa 2 milioni) e che il governo ha concesso di poter aumentare fino a 2 punti in più. Benedetti non lo conferma ma neppure lo esclude.

La tassa di soggiorno. Probabilmente non darà più di 250-300mila euro - secondo Benedetti - ma è intenzione del Comune applicarla, anche se probabilmente non da aprile. «Dobbiamo fare valutazioni e passaggi con le categorie. La nostra intenzione è che incida soprattutto nel periodo di alta stagione». Potrebbe cioè essere aplicata non per 6 mesi ma per un periodo minore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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