Attenzione
Renzo Meini, il signore delle sagre
«Le pro loco sono importanti. Io sono un presidente trottola»
RIPARBELLA
È il signore delle sagre, di quelle feste di paese che almeno una volta all'anno riescono a catturare l'attenzione di famiglie, curiosi e turisti. Portano persone e fanno bene all'economia del paese. «Anche perché il nostro lavoro è a titolo gratuito - dice Renzo Meini - e dal '61, l'anno in cui per la prima volta ho messo piede in una pro loco (a Riparbella, ndr) non ho preso una lira per la mia attività. È tutta passione e divertimento». In cinquant'anni d'attività, Meini è passato da socio a presidente provinciale (per Pisa) dell'associazione. L'investitura è arrivata nel 2008 a Casciana:«Quattro anni fa le pro loco pisane erano 26 con circa 5.500 tesserati. Oggi posso dire con gioia che siamo arrivati a 37 pro loco con 8mila tesserati. Una bella soddisfazione, ma anche una grande fatica. Ho dovuto girare per tutta la Toscana. Ma alla fine siamo diventati la provincia del Granducato con più tessere in assoluto».
Nuovi arrivi. Vecchiano, Calci e Peccioli. Ecco le ultime soddisfazioni di Meini. «Sono entrate a far parte della famiglia da poco e non è stato facile per niente. Per formare una pro loco servono persone determinate e interessate al bene del paese. Di queste ultime sono molto felice perché composte da tanti giovani». Meini si definisce un presidente trottola: «Mi muovo in lungo e in largo per le feste a dare consigli e presiedere le elezioni». Dice di non imporre niente a nessuno, ma ripete una regola ferrea, come un mantra: «All'interno delle associazioni la politica non ci deve essere. Ognuno può e deve avere le sue idee ma non esprimerle all'interno di una pro loco, altrimenti si va allo sfascio. È provato. Un altro elemento fondamentale è riuscire a convivere con il Comune di riferimento, anche perché le pro loco non hanno un portafoglio». E poi una curiosità: si presenta malvolentieri alle sagre organizzate: «Perché poi mi offrono il pranzo e viene il presidente locale a parlare con me invece di dedicarsi alla festa. Sono solo un elemento di disturbo in questi casi».
La spigola al mare. I funghi in montagna e i gamberetti al mare. La ricetta è semplice, quasi banale, ma non troppo scontata. «Per il futuro serve che le sagre paesane puntino sui prodotti tipici del luogo, è la formula per attirare tanti turisti dall'estero e far crescere l'economia locale. Non si può organizzare la sagra della spigola in collina sennò si perde credibilità»
A riprova, Renzo Meini snocciola i dati del turismo provinciale:«Il 58 per cento delle presenze in provincia di Pisa lo fanno i piccoli comuni collinari che con i loro prodotti tipici, con le sagre e le deliziose strutture ricettive riescono a calamitare ancora tante persone. È qui che si vede la forza delle pro loco e dobbiamo ancora intervenire».
Sempre in tema di ristorazione e di feste paesane, Renzo Meini tiene a precisare che «non sono assolutamente antagoniste e concorrenti alle strutture di ristorazione. Neanche alternative. Le feste paesane si sviluppano intorno a un prodotto tipico, che può essere la ciliegia a Lari o la polenta a Guardistallo, e ruotano intorno a quello. Senza dar noia a nessuno».
Nuova frontiera. Qual è il futuro delle pro loco, nel 2012? «Sono ancora attuali e importanti. Secondo la mia visione - dice Meini - la pro loco del 2012 è un'associazione giovane, dove ci si diverte e dove non si guarda al colore della pelle. Una realtà multiforme che accoglie tutti. È bello, ed è per questo motivo che ho la ferma intenzione di ricandidarmi alle prossime elezioni di primavera».
E le più belle soddisfazioni, nei primi cinquant'anni da iscritto? «Essere riuscito a portare le selezioni di miss Italia a Riparbella e aver strappato la possibilità di far esibire il campione di monta da lavoro con il cavallo, Roberto Pettorali, nelle nostre feste. Ma se mi permettete c'è anche un piccolo rimpianto: non sono ancora riuscito nell'impresa di creare una pro loco anche a Montescudaio».
Rino Bucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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