Il Tirreno

Nichel e molibdeno sono solubili

Nichel e molibdeno sono solubili

Lo rivelano le analisi eseguite dall’Arpat sui fusti rimasti a bordo dell’eurocargo Venezia

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CECINA. In molti ci avevano rassicurati sulla non solubilità di quelle sostanze. Che fossero nichel, cobalto o molibdeno. In molti, a cominciare dalla raffineria che li aveva spediti a ricaricare in Lussemburgo o dalla Grimaldi, proprietaria del cargo che il 17 dicembre ebbe l’incidente in mare.

Ora l’Arpat sostiene una cosa ben diversa: alcune di quelle sostanze hanno caratteristiche di spiccata solubilità. In particolare il nichel, dove la percentuale viene fissata al 18%. Insomma, è auspicabile che quei granuli contenuti in sacchi e chiusi all’interno di bidoni metallici rimangano lì, non si disperdano in acqua. Altrimenti potrebbero sciogliersi e finire per essere assorbiti da molluschi, pesci, flora.

Senza fare allarmismo, non è affatto una bella notizia quella che arriva dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale a proposito dei 198 fusti tossici persi dall’eurocargo Venezia al largo della Gorgona.

Le analisi dell’Arpat sono state condotte sulle sostanze gemelle contenute nei bidoni rimasti sul ponte della nave, giunta al porto di Genova dopo aver attraversato il mare in tempesta.

Iniziati il 23 gennaio nei laboratori dell'agenzia, i test su quei campioni si sono conclusi in questi giorni. L’Arpat ne ha dato notizia anche sul proprio sito internet dal quale si apprende che «le analisi condotte confermano la natura del prodotto esaminato quale catalizzatore nichel-molibdeno, come già appurato dalla capitaneria di porto di Livorno sulla base dell'esame dei documenti di imbarco forniti. I risultati relativi ai contenuti metallici sono in accordo con i valori indicativi riportati sulla scheda di sicurezza del catalizzatore nichel-molibdeno, che indicano quantità variabili di nichel tra 1,4 e 4,5% (ritrovato 2,5%) e molibdeno tra 7,7 e 12,3% (ritrovato 8,1)».

«Il prodotto - scrive ancora Arpat - è stato sottoposto a test di cessione a 24 ore sia in acqua dolce che in acqua di mare. Significative sono le quantità di nichel ritrovate sia in acqua (409 mg/l), che in acqua di mare (716 mg/l) e, in minor quantità, di molibdeno. Ciò proverebbe una spiccata solubilità di alcuni componenti del materiale in acqua, valutabile per il nichel in circa il 18%».

E che il nichel non sia un toccasana Arpat lo scrive a chiare note: «Si ricorda che il solfato di nichel è altamente tossico per gli organismi acquatici».

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