Il Tirreno

Scatta l’allarme trielina c’è un pozzo inquinato

di Mario Moscadelli
Scatta l’allarme trielina c’è un pozzo inquinato

La sostanza nella riserva al parco comunale Berti Mantellassi. Avviata la bonifica Il Comune: «Fenomeno al momento circoscritto, ma c’è un’indagine in corso»

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ROSIGNANO

È allarme trielina anche a Rosignano Solvay. La sostanza inquinante è stata riscontrata in un pozzo ad uso di irrigazione nella zona tra il supermercato Coop e il porto turistico Cala de’ Medici. Per la precisione si tratta della riserva che si trova nel parco comunale Berti Mantellassi e utilizzata del circolo attiguo per innaffiare il verde circostante: il sindaco Alessandro ha emesso un’ordinanza, la numero 606, che ne vieta l’utilizzo.

La scoperta di questo sito inquinato è avvenuta da parte di Arpat durante i controlli per la situazione di altri pozzi (in questo caso potabili) da anni contaminati, ovvero quelli nel quartiere Il Villaggio. Una scoperta di qualche mese fa, ma emersa chiaramente solo in questi giorni grazie alla segnalazione di un lettore preoccupato della situazione. «Sono state riscontrate tracce di una sostanza inquinante - conferma Daniele Donati, assessore all’ambiente - riferibile a trielina in un pozzo ad uso di irrigazione per le aree verdi situato nella zona del circolo Berti Mantellassi. Per questo motivo abbiamo interdetto l’uso di quell’acqua e avviato delle indagini per risalire alle cause e alle responsabilità. Vorrei precisare che al momento si tratta di un fenomeno circoscritto e che in quella zona non ci sono pozzi ad uso potabile visto che siamo a ridosso del mare».

Tuttavia, è un campanello d’allarme, visto che comunque in quell’area ci sono altri pozzi utilizzati per irrigare orti o spazi verdi. «Sul caso - conferma Donati - abbiamo già avvisato la Provincia, che è il soggetto che per legge deve predisporre la bonifica. Provincia che ha già risposto e a breve partirà l’operazione, che coinvolgerà Arpat e il nostro ufficio ambiente».

In parallelo è stata avviata un’indagine per risalire alle cause che hanno determinato questo sversamento di trielina e individuare i responsabili. «Al momento - continua Donati - abbiamo dei sospetti visto che la trielina è comunque un prodotto di derivazione industriale, ma non ci sono certezze sul soggetto che ha sversato questa sostanza».

L’inquinamento dei pozzi, dunque, continua a tartassare il nostro territorio. Non si è ancora risolta, ad esempio, la delicata situazione che avvolge da quasi 7 anni vari pozzi privati nella zona del Villaggio. Pozzi, lo ricordiamo, contaminati da una fuoriuscita di idrocarburi da un impianto di benzina. «Qui - riprende Donati - sono ancora in corso campionamenti incrociati da parte di Arpat e Petroltecnica, la società incaricata dalla Esso per la bonifica. Per ritirare l’ordinanza che blocca ancora alcuni pozzi serve che le misurazioni di entrambi diano gli stessi risultati: ovvero che la falda è tornata pulita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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