Attenzione
I centri trasfusionali diventano centri di raccolta
DONORATICO Cambio di nomina per i Centri trasfusionali della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia. Che diventeranno Centri di raccolta. E' il risultato del progetto più ampio a respiro...
DONORATICO
Cambio di nomina per i Centri trasfusionali della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia. Che diventeranno Centri di raccolta.
E' il risultato del progetto più ampio a respiro regionale conosciuto come "Aree vaste", giunto dopo una serie di incontri voluti e richiesti dalle varie associazioni del territorio, che vede tra i capofila la Fratres del comune di Castagneto Carducci e le altre associazioni donatori di Cecina, Piombino e Livorno. La riunione conclusiva si è infatti svolta pochi giorni fa a Piombino alla presenza della dirigente generale dell’Asl, Monica Calamai.
Facendo qualche passo indietro la questione è sorta dopo la diffusione di un documento firmato dal professor Piero Palla, responsabile dei centri trasfusionali della provincia di Livorno, che informava sui cambiamenti che avrebbero interessato nel giro di poco tempo i centri. Una comunicazione che ha allarmato i membri delle varie associazioni.
Successivamente, a metà dicembre, fu convocata una riunione dei coordinamenti dei gruppi di donatori dove tutti risposero preoccupati, con una lettera alla dirigente Calamai, alle eventuali riduzioni che si sarebbero sviluppate.
«Quello che più preoccupava - ci racconta Rudy Princi, presidente della Fratres - era la prospettiva di riduzione drastica dei medici, degli infermieri e la possibilità di non poter più usufruire dell'ambulatorio ove effettuare le trasfusioni. Alla prima lettera inviata non abbiamo ricevuto risposta, perciò abbiamo deciso per l'invio di un telegramma dove informavamo la dirigente che ci saremo rivolti alla stampa e ai cittadini, promuovendo un'azione concreta. Non avremo permesso che i cittadini potessero essere ostacolati nell'usufruire del centro trasfusionale. Infine la riunione chiarificatrice in cui abbiamo capito che il progetto è in corso ma si tratta solo di una riclassificazione dei trasfusionali a centri di raccolta».
Per quanto riguarda i medici seguiranno un sistema a rotazione per garantire la presenza costante. «Ci preoccupava anche questo aspetto - conclude Princi - perché i nostri donatori devono avere un pieno rapporto di fiducia con i medici che operano le trasfusioni. Se viene a mancare, il nostro sistema di donazioni potrebbe subire un grave danno e invece dobbiamo cercare di aumentare questo circuito virtuoso».
I dati infatti testimoniano una presenza cospicua di donazioni nel distretto della Bassa Val di Cecina dove se ne contano circa 6.000, di cui 1.007 provengono proprio dal comune di Castagneto, dove il gruppo donatori ha solo 5 anni. Un risultato importante e lodevole per un comune così piccolo.
«Mi compiaccio - dice l'assessore Antonella Orsini, nonché revisore dei conti dell'associazione - del percorso intrapreso con tenacia dalle associazioni del territorio, hanno saputo autogestirsi e seguire il percorso più sensato, basato sul dialogo. Una battaglia ammirevole a tutela dei centri trasfusionali per proteggere l'incidenza dei donatori di zona. Appoggiamo in pieno inoltre la campagna dell'assessore regionale e del governatore per incentivare le donazioni soprattutto tra i giovani che devono percepire l'atto di donare come una crescita culturale e sociale».
Divina Vitale
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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