Il Tirreno

Rinviamo di un anno la tassa di soggiorno

di Alessandra Bernardeschi
Rinviamo di un anno la tassa di soggiorno

Commercianti e albergatori chiedono a gran voce un ripensamento dei sindaci, altrimenti sono pronti a scendere in piazza per protestare

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CECINA

Confcommercio, Confesercenti e Associazione albergatori chiedono con forza a tutte le amministrazioni comunali che la tassa di soggiorno venga rimandata almeno di un anno. Contestano la procedura con la quale si è giunti al regolamento che fissa le tariffe e sono pronti ad azioni più decise, non ultima quella di scendere in piazza, se i Comuni dovessero andare avanti con scelte non condivise. In particolare le associazioni di categoria non hanno digerito il fatto che, nonostante avessero accettato di sedersi attorno ad un tavolo con i Comuni per intraprendere un cammino di collaborazione, non siano stati informati preventivamente ed abbiano letto sulla stampa, per bocca del sindaco di Castagneto Fabio Tinti, che tutto è già stato deciso.

Scelte senza confronto. «La tassa di soggiorno è un argomento che deve interessare tutta la Provincia e non solo la Bassa Val di Cecina - hanno detto Umberto Chisci della Confesercenti e Attilio Camposano della Confcommercio - noi siamo sempre stati contrari e più volte lo abbiamo detto. Ciononostante, con spirito di collaborazione, abbiamo accettato di sederci attorno ad un tavolo».

Insomma, dato che la tassa di soggiorno è norma di legge, le associazioni di categoria hanno deciso di intraprendere la strada della collaborazione con le amministrazioni comunali, per trovare un accordo il meno penalizzante possibile per le strutture alberghiere della Provincia.

Nel frattempo la Val di Cornia si è staccata decidendo di seguire una propria strada.

Quelli contrari.«Ci hanno convocati per l'ultima volta a novembre - continua Chisci - e fino ad oggi non c'è stato più alcun contatto. Ci hanno chiesto di inviare indicazioni da inserire nel regolamento, cosa che noi abbiamo fatto, ma non abbiamo avuto nessuna risposta ufficiale. E adesso siamo venuti a sapere dalla stampa che tutto è già stato deciso. Tutti gli operatori del settore, da Livorno a Piombino sono contrari e, visti i tempi, la crisi che sta attraversando l'intero Paese, visto che i listini prezzi sono stati già pubblicati anche dai tour operator stranieri, chiediamo che la tassa di soggiorno venga rimandata all'anno prossimo. Siamo pronti ad intraprendere azioni decise, a scendere in piazza per far sentire le nostre ragioni». Anche perché, nel frattempo, la situazione economica dei Comuni è cambiata: «É stato reintrodotta l'Imu (ex Ici), il patto di stabilità si è allentato e dunque - dice Attilio Camposano - non hanno più impellente bisogno di fondi per rimpinguare i loro bilanci. In compenso è peggiorata la situazione finanziaria di tante famiglie».

Tutto scontato. A contestare la procedura con la quale i Comuni si sono mossi sono anche gli albergatori. «Siamo sempre stati contrari alla tassa di soggiorno - spiega Giovanni Guidi presidente degli albergatori Riviera degli Etruschi che fa parte della Confcommercio - ciononostante da luglio abbiamo deciso di condividere un percorso. Eravamo d'accordo che prima di prendere qualsiasi decisione i sindaci ci avrebbero convocati; abbiamo mandato le nostre proposte ma abbiamo dovuto leggere le loro decisioni sulla stampa. Allora bisogna pensare che le riunioni che abbiamo fatto siano state tutte una perdita di tempo».

Ma c'è di più. «La cosa più grave - dice Paolo Biasci della Confesercenti - è che ieri ci è arrivata un'informativa inviata dal sindaco di Castagneto nella quale ci viene annunciata una convocazione ma non per parlare del Regolamento, evidentemente già deciso, ma per capire come destinare le risorse della tassa di soggiorno. In sintesi la tassa è già stata data per scontata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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