La manifestazione
Solvay conferma: cassa integrazione per 23 operai
Sarà attivata la Cig straordinaria dalla prossima settimana Stamani assemblea del sindacato al cantiere di Ponteginori
ROSIGNANO
Ormai è ufficiale. Solvay, dalla prossima settimana, metterà in cassa integrazione 23 operai del cantiere Miniera di Ponteginori, quelli incaricati delle trivellazioni. L’incontro di ieri pomeriggio fra una delegazione delle Rsu e la direzione dell’azienda ha avuto un epilogo prevedebile quanto doloroso: nessuna marcia indietro da parte della società Solvay che invece conferma quanto annunciato la settimana scorsa. Un provvedimento che l’azienda collega all’annosa vicenda delle concessioni minerarie, bloccate da una sentenza del Tar e alle conseguenti difficoltà di approvvigionamento di salgemma.
Cig straordinaria. Non sarà una cassa integrazione in deroga, ma una cassa straordinaria che Solvay potrebbe applicare fino a quando non si ripristineranno le condizioni perché tutto il personale del cantiere di Ponteginori possa operare. Ieri, al termine dell’incontro inziato alle 14,30 e terminato intorno alle 17, il coordinatore delle Rsu Marco Baldini non ha potuto che confermare la volontà dell’azienda di applicare la cassa integrazione, rimandando ulteriori spiegazioni ad un’assemblea che il sindacato terrà questa mattina alle 10 nel cantiere di Ponteginori e che si annuncia infuocata. I lavoratori interessati non accettano, infatti, di essere l’anello debole che paga il prezzo di una questione che interessa la multinazionale, la politica e la magistratura amministrativa visto che sulle concessioni “Poppiano” e “Volterra” pesa anche il blocco di una sentenza del Tar. E attendono una risposta urgente dalle istituzioni. Ma sulla vicenda salgemma e concessioni minerarie si gioca una partita più complessa che interessa la difesa dell’ambiente e delle risorse del territorio, a partire dall’acqua utilizzata da Solvay per l’attività estrattiva.
Le promesse della Regione. Nei giorni scorsi gli assessori regionali Simoncini e Bramerini hanno incontrato Solvay e Ati Sale insieme ai sindaci dei comuni della Bassa e Alta Val di Cecina e i presidenti delle province di Livorno e Pisa per fare il punto della situazione. La Regione ha promesso di sbloccare, entro un mese, la questione del Via alle concessioni minerarie Poppiano e Volterra rimettendo in pista il progetto Idros (uso industriale dei cavi del Fiorino) e l’invaso di Puretta. Insomma, si ritoccherà la vecchia Via, cosa che ha già provocato la reazione del Wwf (che chiede una riapertura della valutazione ambientale), dopodiche la Regione potrà rilasciare le concessioni. Come intende procedere nella valutazione non è dato sapere. L’assessore Bramerini, in questi giorni, è risultata incontattabile. Certo è che Solvay non aspetta i tempi della politica e di fronte al blocco dell’attività estrattiva ha avviato la cassa i integrazione.
Sos sodiera. Timori di ripercussioni di questo stallo anche tra i lavoratori dello stabilimento. La sodiera viaggia a 620 metri cubi di salgemma all’ora, l’elettrolisi a 250. Il rischio è che senza salamoia si verifichino contraccolpi anche per il cuore produttivo dello stabilimento.
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