Italia
«Ridateci il De Filippo»
Valanga di mail al sindaco per ristrutturare il teatro
CECINA
"Ridateci il teatro Comunale De Filippo". «Scrivo per attirare la sua attenzione sulle condizioni deprecabili in cui versa il nostro Teatro Comunale, le chiedo di intervenire al più presto». Queste ed altre richieste indirizzate per e.mail al sindaco Benedetti da qualche tempo giungono in copia alla nostra redazione: sono cittadini che sollecitano il Comune al restauro del teatro per restituirlo alla città. Alcuni sono membri del Comitato per il De Filippo guidato da Artimbanco, altri sono semplicemente concordi, e nell'epoca di Twitter si affidano a queste brevi frasi per continuare la protesta. Un autore dei messaggi è Massimo Ferrini, insegnante di musica e membro dello staff di presidenza alle medie "Galilei". «Vogliamo inviare al sindaco una lettera al giorno per invitarlo a intervenire - spiega - finora abbiamo visto l'interesse del Comune ma non sappiamo se restaurerà il teatro e in che modo. Per non rompere il dialogo ma tenere viva l'attenzione ci facciamo sentire costantemente per e.mail».. Il Comitato per questa vicenda non ha trascurato di usare ogni forma di protesta civile, aggiornata sui social network e sui movimenti planetari contro il sistema. «Ci fa piacere che a sentire il problema del teatro non siano solo i nostri rappresentanti ma anche cittadini comuni - afferma Marco Leone direttore di Artimbanco - il messaggio è che il Comune passi dalle parole ai fatti».. L'assessore alla cultura Antonio Garigali, cui le mail vengono inviate per conoscenza, come al neosegretario del Pd Alessandra Meini, sdrammatizza: "è un disturbo ossessivo compulsivo - commenta sorridendo - ma noi non badiamo se ci scrivono una o dodici volte, cerchiamo di fare ciò che è utile per il teatro anche con gli obiettivi che ci siamo posti con il Comitato: la ristrutturazione, di cui daremo il primo input di progettazione nel prossimo incontro, e il reperimento di risorse per finanziare i lavori, che speriamo ci vengano dall'alienazione di alcuni beni comunali».
Federica Lessi
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