Il Tirreno

Partita la caccia ai bidoni tossici

di Alessandro De Gregorio

La Minerva Uno è al lavoro da lunedì. L’operazione costerà alla Grimaldi «alcuni milioni di euro»

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CECINA

«Le ricerche sono iniziate, il meteo ancora non è ideale ma per non perdere tempo la nave si mette alla cappa alla Gorgona e non rientra mai alla base». Lorenzo Barone, capo progetto della Castalia, ci conferma che la caccia ai bidoni tossici è cominciata.

Domenica sera il battello oceanografico Minerva Uno, salpato da Castellammare di Stabia, è giunto al porto di Livorno e lunedì mattina ha preso subito il largo puntando sull'area dove il 17 dicembre l'eurocargo Venezia, nel mare in tempesta, perse due camion carichi di bidoni (198) contenenti catalizzatori.

«L'attività di indagine è cominciata - ribadisce Barone - e non sarà interrotta. In questi giorni il mare è ancora un po' mosso ma la nave procede, al massimo rimane in stand by. Finora abbiamo risolto tutti i problemi burocratici e autorizzativi, l' attrezzatura geofisica non è al cento per cento, ma siamo in mare».

L'attrezzatura si compone di sonar a scansione laterale, magnetometro a protoni, ecoscandaglio multiplo di profondità e di un work class Rov (remotely operated vehicle), cioè un robot filoguidato dotato di telecamera e braccetti meccanici. Il robot è in grado di prelevare campioni di sostanze eventualmente fuoriuscite dai fusti e di afferrare gli stessi fusti, che verranno recuperati con gru e verricello dalla Minerva. Man mano che verranno individuati e recuperati i bidoni, proseguiranno prelievi e analisi in laboratorio su sedimenti, molluschi e pesci in modo da valutare il livello di inquinamento. Chimici e biologi dell'università di Siena e del laboratorio di Orbetello sono stati incaricati di misurare le concentrazioni di nichel, molibdeno, vanadio, alluminio, arsenico, cadmio, cobalto, cromo totale, rame, mercurio, piombo e zinco.

L’uomo-Castalia conferma modalità e anche tempi. Secondo il progetto le due fasi (ricerca-recupero e analisi) richiederanno due mesi a partire da lunedì scorso, 6 febbraio. Ma a metà di questo periodo, intorno al 10-15 marzo, Barone assicura di essere in grado di produrre i primi risultati.

Del resto lo stesso ministro Corrado Clini mercoledì al Senato, parlando in audizione in commissione lavori pubblici, aveva detto che :«Sono state attivate le procedure di ricognizione in mare per valutare i possibili effetti sulla catena alimentare in caso di perdita. Stiamo lavorando senza creare allarme avendo presente che i fusti vanno rimossi».

Un’altra conferma arriva dalla capitaneria di porto. Il comandante Alessandro Russo dice che quella di ieri è stata «la prima vera giornata di lavoro dopo giorni di maltempo serviti comunque a calibrare le apparecchiature. Col sonar è stata fatta una mappatura del fondale, in modo da stabilire lo zero altimetrico e sapere a quale quota mandare i Rov. Sono fiducioso, se individuiamo i camion è fatta».

Ricerche e analisi costeranno «alcuni milioni di euro» fa sapere la Grimaldi, che assicura di coprire interamente i costi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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