I vigili urbani verso lo stato di agitazione
Il Comune ora chiede agli agenti di restituire i festivi goduti in 11 mesi: salta così l’accordo post-sentenza ed è guerra
ROSIGNANO
Adesso siamo davvero ai ferri corti tra polizia municipale e amministrazione comunale. Gli agenti, in blocco, vanno verso lo stato di agitazione a causa del mancato accordo post-sentenza in appello sui festivi che ha dato ragione al Comune. Caso, lo ricordiamo scoppiato durante la giunta Nenci per un’interpretazione sul contratto di lavoro. Secondo i sindacati, Cgil e Sulpm, a far traboccare il vaso è stata la richiesta da parte del Comune di restituzione, sotto forma di ferie o di soldi, dei riposi goduti nei giorni festivi infrasettimanali nel periodo primo dicembre 2010-31 ottobre 2011. Una richiesta che ha mandato su tutte le furie non solo i rappresentanti sindacali, ma l’intero corpo di piazza del Mercato. E così nei prossimi giorni, salvo sorprese nelle trattativa che al momento sembra arenata, sarà delineato lo stato di agitazione. Sciopero? Quello forse no, ma di sicuro volantinaggio, stop agli straordinari e rimostranze in Comune, magari anche in consiglio comunale.
Agenti in rivolta. La decisione di affrontare a muso duro l’amministrazione comunale è arrivata durante l’ultima assemblea dei vigili urbani. Come confermano Alessandra Tani del Sulpm e Fulvio Ghelardini della Cgil, gli agenti si sono mostrati compatti nel mettere in piedi uno stato di agitazione per il mancato accordo post-sentenza sui festivi infrasettimanali. «L’episodio che ha fatto saltare il banco della trattativa - dice Tani - è stata la lettera con cui il Comune ci ha richiesto la restituzione sotto forma di ferie o di soldi dei riposi concessi attraverso un ordine di servizio. Lettera inviata anche agli agenti assunti a tempo determinato. Una situazione paradossale per almeno due aspetti. Primo: i lavoratori sono stati a riposo perché ordinato da un superiore. Secondo: per il Comune in quei giorni dovevamo dunque essere tutti e 32 al lavoro». Tani, poi, fa presente «che inoltre manca il dettaglio da noi richiesto dei giorni precisi in cui secondo il Comune siamo stati a riposo». Mancano, sempre secondo il Sulpm, anche i dettagli per la restituzione dei soldi (circa 50mila euro totali) incassati dai vigili grazie alla sentenza di prima grado favorevole ai lavoratori del Sulpm ma poi estesa a tutto il personale.
I sindacati, inoltre, sottolineano la difformità di trattamento tra loro e il resto dei dipendenti comunali. «Nel 2012 - dice Ghelardini - un vigile nella mia posizione contrattuale andrà a lavorare, a parità di stipendio, 63 ore in più di un amministrativo di polizia municipale. Nel dicembre 2011, altro esempio, abbiamo lavorato 18 ore in più degli altri dipendenti senza che ci sia stato riconosciuto niente». E stato di agitazione a parte, i sindacati stavolta sembrano davvero compatti anche nei prossimi passi a livello giudiziario. Lo stesso Ghelardini non ritirerà il ricorso in secondo grado sulla sua sentenza (caso che sarà discusso a marzo), il Sulpm farà appello in Cassazione sulla sentenza del 27 settembre scorso e gli agenti iscritti dalla Cgil potrebbero a sua volta partire con una causa. Questo il possibile scenario, che sarà definito entro la fine della settimana. Una cosa è certa: il proseguo di questa delicata vicenda ricade anche sulla cittadinanza in termini di spese, legali ma non solo.
Il Comune. Secondo l’assessore Daniele Donati i margini per arrivare ad un accordo ci sono ancora «compatibilmente con l’esecuzione della setenza, che il Comune non può logicamente ignorare». Donati aggiunge: «Con la disponibilità di tutti, credo che gli spazi per arrivare a mettere una parola fine a questo contenzioso ci siano tutti». Insomma, Donati si augura un nuovo confronto prima di arrivare allo stato di agitazione del personale.
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