Il Tirreno

«A quelle famiglie è stato fatto un favore»

«A quelle famiglie è stato fatto un favore»

Caso-scuolabus: l’assessore all’istruzione replica alle famiglie in polemica per una fermata

2 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO

L'assessore Elena Ciaffone replica ai genitori infuriati per la collocazione pericolosa della fermata scuolabus in via Lungomonte, spiegando perché «non è possibile un cambiamento del percorso», ma aggiunge anche un particolare che potrebbe dar ragione ai genitori dei bambini residenti in nei pressi di via Viola, dove chiedono di spostare la fermata. «Quelle famiglie - spiega Ciaffone - non rientrano in quelle aventi diritto al servizio scuolabus del Comune, in base al regolamento sul trasporto scolastico, che prevede una serie di requisiti, come per esempio la distanza dalla scuola, la residenza in luoghi particolarmente disagiati e per questo non raggiunti dagli altri servizi di trasporto urbano. Usufruiscono del servizio scuolabus solo perché sono avanzati dei posti liberi sul mezzo che va alle scuole Fucini, dove i bambini sono iscritti».

L'assessore spiega quanto previsto dal regolamento per il sevizio dei furgoncini gialli. «Prima dell'inizio di ogni anno scolastico - dice - i percorsi dei mezzi comunali vengono concordati con i genitori degli alunni che hanno i requisiti specificati nel regolamento, il cosìddetto "primo giro". Se avanzano dei posti vengono destinati a chi ne fa richiesta; questi vengono definiti quelli del "secondo giro", che si adeguano ai percorsi già stabiliti in precedenza. Ci sono anche famiglie alle quali non sta bene il percorso e decidono di non usufruirne. I genitori di via Viola rientrano nel secondo giro. Il secondo giro - afferma - è un favore che facciamo per andare incontro alle famiglie, dal momento che ci sono posti liberi non utilizzati». Favore che, come sottolineano i genitori «le famiglie pagano con la quota versata per il servizio». A questo aspetto Ciaffone risponde precisando che si tratta di una «compartecipazione minima».

Stando così le cose la questione potrebbe chiudersi qui. Il regolamento comunale in materia detta delle regole alle quali ci si deve attenere. Punto e basta. Invece, nelle parole dell'assessore sembrerebbe esserci uno spiraglio per una conclusione diversa.

Uno dei genitori coinvolti nella vicenda ci aveva spiegato che i loro figli sono iscritti alle scuole Fucini in quanto alle Ernesto Solvay, plesso al quale apparterrebbero per residenza, non c'era posto. Questo particolare potrebbe cambiare le carte in tavola. «Casi come questi - afferma Ciaffone - potrebbero rientrare nel "primo giro" e quindi avere diritto ad avere lo scuolabus che arriva fino a casa; ma a far presente la cosa deve essere il dirigente scolastico. Al Comune non è arrivata nessuna segnalazione in questo senso».

Chiara Castaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web