Sicurezza
Spunta un altro volantino «Siamo noi i veri chiurli»
MONTESCUDAIO Non bastavano i chiurli (i corvi di paese). Ora a Montescudaio si scopre che ci sono chiurli veri e chiurli falsi. Lo apprendiamo da un volantino, fatto recapitare a casa del sindaco...
MONTESCUDAIO
Non bastavano i chiurli (i corvi di paese). Ora a Montescudaio si scopre che ci sono chiurli veri e chiurli falsi.
Lo apprendiamo da un volantino, fatto recapitare a casa del sindaco Aurelio Pellegrini, in cui si diffidano «da volgari imitazioni» gli autori del volantino precedente, quello che difendeva il vicesindaco nella questione del capodanno «abusivo», organizzato cioè senza l'autorizzazione per l'utilizzo della palestra comunale dove si era svolta la festa.
In realtà quello era il secondo intervento anonimo. Il primo era quello finito in procura. Questo secondo volantino a sua volta era targato "Chiurli", difendeva a spada tratta il vicesindaco Cristiano Santi (pur senza nominarlo) e lanciava sospetti sul sindaco Pellegrini, che avrebbe voluto «"far del male a coloro che hanno organizzato la festa».
Quella lettera era scritta al computer. Quest’altra, la terza, no.
E’ scritta a macchina, una lettera 22, in calce reca il logo (quattro uccellini neri) e persino la R cerchiata del copyright.
«Vedere infamato il nostro marchio - scrivono i sedicenti chiurli originali - e macchiato il nostro nome con un volantino per lo più volgare non lo possiamo proprio permettere». E poi, rivolgendosi al vicesindaco: «Cristiano, ti vogliamo bene perché sei un bravo ragazzo (...) ma chi ti ha fatto credere che sei un piccolo statista non ti vuole bene e ha sbagliato di molto (...). Hai avuto molte preferenze, è vero, ma se dopo otto anni non sai che per fare una festa ci vogliono i permessi e che anche solo i “gruzzoli” di soldi pubblici seguono regole fisse, capisci che abbiamo ragione noi». E a ribadire il loro «affetto», aggiungono: «Se vice fosse stato un altro avremmo fatto i manifesti, altro che volantini».
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