Il Tirreno

«Faccio ridere in tv ma il mio sogno rimane il cinema»

«Faccio ridere in tv ma il mio sogno rimane il cinema»

Intervista a Simone Gallo, comico cecinese di Colorado Cafè «Con Andrea volevamo esibirci al De Filippo, però...»

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CECINA

Entrare in scena e far ridere. Vivere l'adrenalina del palco e regalare alla platea qualche attimo di spensieratezza. Ecco il leit motif che da più di dieci anni scandisce le giornate di Simone Gallo, trentaduenne cecinese, professione comico.

Dal 2002 Simone ha lasciato la Toscana per Roma. Nella capitale sta cercando di aprirsi la strada verso il mondo del cinema; ha studiato, servito ai tavoli e la sera si è esibito nel più prestigiosi locali di cabaret. Di quelli «che pagano poco, anzi diciamo niente», ma che sono un importante trampolino di lancio perché non si sa mai e ai tavoli può arrivare qualche impresario. Simone si è tolto diverse soddisfazioni: «Non mi riconoscono ancora per strada ma qualche autografo l'ho già firmato». Da due anni, insieme al compagno d'avventura Andrea, è comico fisso a Colorado Cafè su Italia Uno (nell'ultima edizione ha trovato il livornese Paolo Ruffini) e la sua faccia è apparsa già in diversi spot nazionali. L'ultimo lo vede al fianco di Vittoria Cabelo, conduttrice di "Quelli che il calcio" mentre, accanto all'ormai famoso scimmione beve quell'analcolico "che ha fatto impazzire il mondo". Altre due rèclame sono state girate per una compagnia di telefoni e una di benzina (accanto a Patrizio Roversi e Syusy Blady).

Ma questa storia inizia a Cecina, in una casa di via del Paratino: «Ho frequentato tutte le scuole fino al diploma in ragioneria, a Cecina vivono ancora i miei genitori Almiro e Aurora e mio fratello Luca».

«Alle recite scolastiche me la facevo sotto - racconta - non le sopportavo, fondamentalmente sono un timido». Così Il primo contatto con il mondo dell'intrattenimento risale al periodo dell'adolescenza, al '95. «Quell'estate entrai nello staff di animazione dell'Acquapark - racconta Simone - ero un animatore contattista; quella figura che deve trascinare a forza le persone agli eventi organizzati dal gruppo. Mi sono divertito tantissimo e non ho più smesso». Iniziano le stagioni in varie località italiane, intervallate da qualche lavoretto ai tavoli dei ristoranti. Alla fine delle superiori, quando i compagni si trovano davanti al bivio lavoro-università, Simone sceglie la terza via: «Mi iscrissi alla scuola di cinema Immagina di Firenze».

Chiusa la formazione fiorentina, Simone sente il bisogno di un altro salto: «Dovevo andare a Roma, più di una volta lo dissi ai miei genitori. Guardate io vado e loro, "sì sì, vai vai", non ci credevano. Poi feci le valigie davvero. All'inizio non fu facile, soprattutto per me che venivo dal paesino».

Da quando è a Roma Simone ha cambiato quattro appartamenti, svariati lavori e girato per tanti locali. Non ha mai abbandonato la carriera artistica e oggi cominciano ad arrivare le prime soddisfazioni, «anche se il momento non è facile per nessuno e ci sono saltati dei lavori l'ultimo dell'anno e ai primi di gennaio che ci avrebbero dato un po' di tranquillità economica».

La formazione professionale è stata completata con il diploma dell'accademia Pani, diretta da Pino e Claudio Insegno. «E' con loro che ho mosso i primi passi a teatro e davanti alle telecamere».

Il primo grande successo arriva nel 2010 con l'inserimento in pianta stabile nel cast di Colorado Cafè, con l'amico e compagno di avventura Andrea. Con lui, Simone recita e perfeziona lo sketch della valigia, quello "strumento" di lavoro che da anni non ha mai abbandonato. «Avevamo portato il numero al laboratorio di Zelig - racconta - eravamo piaciuti e dovevamo andare in scena a Zelig Circus, poi è saltato tutto. Per fortuna è arrivata l'occasione di Colorado».

Il vero obiettivo, però, è un altro: «Ho studiato per il cinema sfondare non è facile, per questo in attesa mi sono buttato sulla tv. È un'esperienza diversa. Molto più veloce e immediata».

Simone torna spesso a Cecina:«E' la mia città, il luogo da dove sono partito e in cui ho molti amici. Artisticamente non l'ho mai vissuta, se non si conta l'esperienza dell'Acquapark. Qualche mese fa, con Andrea, ci eravamo proposti per un'esibizione al De Filippo. Ma la struttura costa tanto ed è in condizioni precarie».

Rino Bucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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