Sicurezza
Nave carica di etilene urta sul molo durante l’ormeggio
Paura ieri mattina ma nessun ferito al pontile di Vada Si è aperta una piccola falla, intervenuta la guardia costiera
VADA
Una motonave con un carico di oltre tremila tonnellate di etilene ieri mattina ha sbattuto contro il pontile dello stabilimento Solvay di Vada probabilmente a causa di una raffica di vento.
L'urto ha provocato una falla di alcuni centimetri sopra la linea di galleggiamento ma non ha causato danni al carico e non ci sono stati feriti a bordo.
L'incidente si è verificato durante la manovra di ormeggio, in mattinata.
La nave è adesso assistita da due rimorchiatori e dal personale della guardia costiera di Vada mentre sono in corso le riparazioni del caso.
La motonave in questione è la Syn Altair, battente bandiera italiana, proveniente da Porto Marghera con un carico di 3.097 tonnellate di etilene.
Durante la manovra di ormeggio al pontile dello stabilimento "Solvay" di Vada, nonostante l'assistenza di un rimorchiatore, la nave ha urtato un parabordo. Il parabordo si è schiacciato e ha lasciato scoprire il ferro che ha causato una piccola crepatura di circa 3-4 centimetri sul mascone di sinistra, tre metri circa al di sopra la linea di galleggiamento.
Sul posto durante la fase di ormeggio era presente il personale della guardia costiera di Vada agli ordini di capo Alessandro Balisciano.
L'urto non ha causato alcun pericolo alla nave e al suo carico, come ribadiscono alla capitaneria.
La piccola falla infatti si è aperta all’altezza della cassa di zavorra, lontano dai serbatoi di etilene e senza che questo abbia compromesso la tenuta della nave.
E’ chiaro che così la Syn Altair non può navigare. Attualmente la nave è assistita da due rimorchiatori e dal personale della guardia costiera. Nel giro di poco tempo verranno effettuate le riparazioni, poi verrà rilasciata un’autorizzazione temporanea per la navigazione in modo da lasciare gli ormeggi a Vada e condurre la nave in un cantiere per la riparazione definitiva e il controllo finale da parte di un ingegnere del Rina (Registro navale italiano).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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