Italia
Il Wwf ai sindaci «Chiedete un’altra Via sul caso sale»
Il presidente del Wwf Marcello Demi ha scritto una lettera aperta ai sindaci della Val di Cecina in previsione dell’incontro con l’assessore regionale Bramerini, sui problemi sollevati
CECINA. Il presidente del Wwf Marcello Demi ha scritto una lettera aperta ai sindaci della Val di Cecina in previsione dell’incontro con l’assessore regionale Bramerini, sui problemi sollevati dalla Via relativa all’estrazione del sale da parte di Solvay. Demi avanza «una proposta concreta e ragionevole (talmente ragionevole che ci aspettiamo venga accolta): tutti i comuni della Val di Cecina chiedano alla Regione Toscana di aprire una nuova procedura di Via in modo da sviluppare all’interno di questa un vero quadro di condizioni e prescrizioni commisurato alle attuali criticità. Il tentativo della Regione Toscana di voler ancora limare la Via del 2004, su cui è già intervenuto per ben due volte il giudice del Tar in seguito ai nostri ricorsi, è ridicolo e non porterà alcun beneficio». Secondo Demi «la Via originale prevedeva di dare da bere ai cittadini acqua sporca del fiume Cecina (seppure potabilizzata) invasandola in inverno all’interno di un cavo realizzato proprio accanto a tre pozzi di ottima acqua potabile che sarebbero invece rimasti in uso a Solvay. Quella odiosa prescrizione è stata cancellata dal Tar solo in seguito all’intervento delle associazioni ambientaliste. Il Wwf è molto perplesso riguardo il comportamento tenuto dal presidente della Conferenza dei servizi nell’ultima riunione. Avendo negato l’opportunità di esprimersi ai comuni convocati ha di fatto negato loro il diritto di esprimere un parere tecnico ai sensi della L.R. 10/2010». Pertanto il Wwf chiede «di non rinunciare a questo diritto perché le richieste avanzate dai sindaci all’esterno del procedimento di Via avranno ben misera forza. E’ solo con la Via che i Comuni potranno trasformare il loro parere in vere prescrizioni e condizioni». I protocolli di intesa così come gli accordi di programma sono, aggiunge Demi, «sono intese non vincolanti. Quello che abbiamo davanti è un treno in corsa che è destinato a deragliare e a spargere le sue tossine per l’intera Val di Cecina. Abbiamo un unico modo per fermarlo: chiedere alla Regione Toscana di fare una nuova procedura di Via riaprendo +a partecipazione ai comuni interessati. E’ inoltre opportuno ribadire come una richiesta di questo tipo non influirebbe nell’immediato sulle attività della multinazionale Solvay in quanto la Via in oggetto riguarda esclusivamente le concessioni minerarie della ex Salina di Stato. Per capirsi, è priva di ogni fondamento la voce secondo cui “così facendo si mandano gli operai a casa” perché Solvay ha una sua propria concessione (quella di Buriano) all’interno della quale può continuare a lavorare indisturbata come sta facendo da quando è presente in Val di Cecina».
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