Attenzione
Diga, ingaggiato un consulente per valutare l’innalzamento
ROSIGNANO Il secondo punto all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci del porto, è stato l’innalzamento della diga. Un’opera molto attesa e resa obbligatoria da una prescrizione delle Commissione...
ROSIGNANO
Il secondo punto all’ordine del giorno dell’assemblea dei soci del porto, è stato l’innalzamento della diga. Un’opera molto attesa e resa obbligatoria da una prescrizione delle Commissione di vigilanza e collaudo. Ricordiamo che lo scorso 15 ottobre, sempre in sede assembleare, era stato presentato un progetto che prevede l’adeguamento del muro attuale con pannelli trasparenti alti 2,60 metri e sostegni d’acciaio per un costo totale di circa 500mila euro. Opera innovativa, ma su cui c’è più di un dubbio sulla sua fattibilità e sulla sua efficacia (i pannelli per quanto resteranno puliti e dunque trasparenti?). Oltre che sui costi di manutenzione a carico dei soci. E per questo il cda della Marina Cala de’ Medici ha “ingaggiato” un consulente per avere un quadro più preciso della situazione. «Vista l’importanza e la delicatezza dell’intervento - spiega Flavia Pozzolini, membro del cda - abbiamo ritenuto opportuno coinvolgere un esperto e per questo abbiamo chiesto una consulenza al professor Pierluigi Aminti, docente di ingegneria all’università di Firenze». Aminti, dopo avere ricevuti i documenti inerenti al progetto, tre giorni fa ha incontrato gli ingegneri Boccaccini (del gruppo di lavoro che ha progettato l’innalzamento trasparente) e Giuntini (di Teseco), per stendere una prima relazione. «Le conclusioni - riprende Pozzolini - sono che si tratta di un intervento innovativo e che ha ricevuto l’ok dal punto di vista paesaggistico di Comune e Soprintendenza. Ma la sua fattibilità è tutta da dimostrare». E per questo Aminti ha suggerito due operazioni. La prima: un test con una piccola porzioni di pannelli in quei tratti di diga più soggetti al moto ondoso. La seconda: verificare la situazione attuale ai piedi della diga attraverso una campagna di rilievi. Inoltre, Aminti avrebbe mosso delle perplessità sulla reperibilità del materiale trasparente che servirebbe per realizzare i 1700 metri quadrati di pannellatura previsti nel progetto.
Insomma, da quanto si è capito ieri, il percorso che deve portare alla messa in sicurezza della diga è ancora lungo.
Sul tema, alcuni soci hanno nuovamente riportato le proprie testimonianze sui disagi che crea la diga. Anche nell’ulttima mareggiata, quella del 17 dicembre scorso, le barche ormeggiate a ridosso del muro hanno riportato danni importanti.
C’è poi, come Fosco Franconi, che ha rilanciato la proposta «di una scogliera davanti all’attuale diga, perché la natura si combatte solo con la natura», dice il titolare di un posto barca di mestiere broker. Scogliera non presa in considerazione a suo tempo perché ritenuta troppo costosa.
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