Finanza
Quaranta ore al gelo e senz’acqua per il mega blackout
Odissea per migliaia di famiglie in Bassa Val di Cecina. A Pomaia i maggiori disagi: anche i buddisti offrono letti
di Mario Moscadelli
CECINA. Oltre 40 ore al gelo e senz’acqua. É l’odissea che hanno vissuto migliaia di famiglie della Bassa Val di Cecina. Tutta colpa della raffica di guasti che da martedì notte sta interessando le linee elettriche di Enel e Terna. Ma ci sono ancora cittadini che aspettano il ritorno della corrente elettrica. E così i sindaci dei comuni interessati da questo maxi blackout si sono attivati per predisporre alloggi di emergenza. C’è chi ha allestito palestre e chi ha chiesto aiuto agli alberghi. Anche l’istituto buddista di Pomaia ha dato la sua disponibilità a fornire posti letto. Uno spiegamento di forze in mezzo alla rabbia e alla preoccupazione di cittadini (e sindaci) che in due giorni non sono riusciti ad avere nessuna o quasi notizia dal call center di Enel.
Palestre e alberghi. Tra le situazioni più complicate quella di Pomaia, frazione del comune di Santa Luce conosciuta per la presenza dell’istituto tibetano. Qui almeno un centinaio di famiglie sono rimaste senza luce per quasi 40 ore. E allora nella mattina di ieri, il sindaco Andrea Marini ha deciso di predisporre nella palestra del paese, risparmiata dai guasti, un centro di accoglienza. Bevande e pasti caldi per i residenti. Situazione drammatica anche a Castellina, nelle colline pisane. Qui, sempre ieri mattina, il sindaco Federico Lucchesi si è messo in contatto con i titolari di due alberghi per chiedere la disponibilità di alcuni letti.
Acqua e pane. Tra i comuni più colpiti dal blackout ci sono Casale e Guardistallo. Qui, infatti, i disagi provocati per l’assenza di luce si sono intrecciati con la mancanza di acqua (niente energia alle pompe di sollevamento). Asa nel pomeriggio ha inviato a più riprese un’autobotte per aiutare la popolazione. «É caduto un grosso traliccio della media tensione in località Treggiaia - dice il sindaco di Casale, Fabrizio Burchianti - e credo che la situazione non tornerà alla normalità prima di domani (oggi per chi legge, ndr)». In serata è partita anche la richiesta di un gruppo elettrogeno d’emergenza per alimentare l’acqua. A Montescudaio, con il panificio locale in tilt, volontari hanno attivato un punto di accoglienza per distribuire del pane. Cibo e acqua anche da parte della Pubblica assistenza di Rosignano (oltre 100 gli interventi dell’associazione alle 16 di ieri) ad alcune famiglie isolate e difficili da raggiungere nell’area della discarica di Scapigliato. A Gabbro, e in altri punti delle colline rosignanesi, si è dovuti intervenire con mezzi cingolati per far evacuare famiglie con bambini piccoli. Disagi a go-go non hanno risparmiato nemmeno Cecina, Bibbona, Riparbella e Bolgheri.
Intanto Enel ha comunicato che alle 20,30 di ieri in Toscana c’erano ancora 2.320 utenze “saltate” , il che significa almeno 5mila persone senza luce. I problemi maggiori in provincia di Siena, dove in tarda serata è cominciata l’installazione di gruppi elettrogeni.
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