Trasporti
L’Olocausto e il valore della memoria
Seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata al Giorno della memoria. Ieri mattina, alle otto, i consiglieri, il sindaco e la giunta si sono riuniti per celebrare la shoah
CECINA. Seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata al Giorno della memoria. Ieri mattina, alle otto, i consiglieri, il sindaco e la giunta si sono riuniti per celebrare la shoah, lo sterminio della popolazione ebraica (e non solo) durante la seconda guerra mondiale. Presenti le scuole (c'era la 5 A delle Boschetti Alberti), le istituzioni, le forze dell'ordine e alcuni cittadini. Ad aprire la seduta è stato il saluto del presidente del consiglio comunale, Giuseppe Costantino. A seguire ha preso parola il sindaco Stefano Benedetti, affiancato dal "collega" del consiglio dei ragazzi, Giovanni Boni. «Ricordare è importante - ha detto Benedetti - anche perché comprendere è impossibile. I più giovani devono conoscere la storia e quella fabbrica di morte che fu organizzata durante la seconda guerra mondiale». Nell'occasione, l'amministrazione ha voluto conferire una medaglia alla memoria a Fortunato Biondi, deportato cecinese. A ritirarla è stato il figlio Marco, ma a raccontare la storia di Biondi c'era Dino Dei, rappresentante dell'associazione mutilati e invalidi di guerra. «Fortunato Biondi - ha raccontato Dei - è stato un soldato italiano. Era in Albania nel 1943, quando fu catturato dai tedeschi e deportato in Germania, nel campo di Stammlager. Lì fu costretto a lavori duri, soprattutto a scavare trincee nella neve. Tornò in Italia a piedi e in patria, proprio per aver lavorato al freddo, perse prima le dita dei piedi a causa della cancrena e poi subì l'amputazione di entrambe le gambe».
Dino Dei a nome dell'associazione invali e mutilati, ha lanciato un appello alla platea. «Ormai siamo tutti novantenni - ha detto - , la nostra associazione ha vita breve, sta per morire. Se qualcuno di voi ha parenti o discendenti che hanno affrontato la guerra non esiti e comunicarcelo».
La seduta è proseguita con la lettura, da parte di Carlo Rotelli (Artimbanco) di un testo di Fabrizio Parrini sul campo di Terezin. Infine, a prendere la parola è stata Barbara Henry, professoressa del Sant'Anna; ha parlato ai ragazzi dell'importanza del ricordo "come esercizio critico”.(r.b.)
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