Attenzione
Centro trasfusionale: un’unica centrale per lavorare il sangue
Via i campioni da Cecina verso un centro di Area Vasta Timori in ospedale per l’ambulatorio di ematologia
di Andrea Rocchi
CECINA
La notizia ha innescato timori e preoccupazioni all’ospedale di Cecina. Soprattutto nei pazienti che, proprio in questi giorni, hanno sentito parlare di riorganizzazione del centro trasfusionale e temono un ridimensionamento dei servizi e delle prestazioni fino ad oggi svolte. Per la verità dall’Asl 6, al momento, arrivano solo alcune indicazioni su come in un futuro (comunque prossimo) s’intenda ridisegnare il sistema di lavoro dei centri trasusionali ospedalieri.
E sono quelle recepite nel piano regionale del sangue attualmente in discussione e contenute nel piano sanitario e sociale 2010-2015 della Regione Toscana. La principale novità riguarda l’organizzazione del lavoro nei centri trasfusionali. Perché l’orientamento è quello di trasferire la “fase di lavorazione” di sangue e derivati in un’unica centrale di lavoro a livello d’Area Vasta. Si legge testualmente nel Piano: «concentrare le fasi di lavorazione del sangue e della produzione degli emocomponenti inun'unica officina di lavorazione per Area Vasta anche in attuazione di quanto previsto dalle linee guida per l'accreditamento redatte dal Centro Nazionale Sangue che indicano indici dimassa critica per il trattamento degli emocomponenti». E ancora: «L'accentramento delle fasi di lavorazione permetterà di adottare processi produttivi atti ad assicurare standard di qualità e sicurezza degli emocomponenti, equiparati dalla normativacomunitaria e nazionale in materia trasfusionale alle specialita' farmaceutiche». Attraverso quesa riorganizzazione si supererebbero «logiche localistiche ed andando verso un vero sistema regionale integrato che veda ugualmente tutelati i bisogni dei piccoli e dei grandi ospedali.Tale riorganizzazione - si legge ancora nel Piano - porterà ad un miglioramento del livello di economicità del settore permettendo sensibili economie di scala senza ripercussioni sulla quantità e qualitàdei servizi erogati».
In soldoni, la lavorazione del sangue donato al centro di Cecina finirebbe in un centro specializzato individuabile all’interno dell’Area Vasta. Che potrebbe essere Pisa, per esempio, che con Siena e Firenze sarebbe la candidata principale ad ospitare l’ “officina di lavorazione”. Le associazioni di donatori, come l’Avis, hanno già avuto modo di conoscere le linee guida di questo progetto. Non i lavoratori delle aziende anche se ieri pomeriggio, durante l’incontro azienda Asl 6-sindacati, è stato fatto cenno a questo progetto di «accentramento della plasmaferesi», che farebbe da anticamera ad un successivo accentramento di Area Vasta anche per la Batteriologia e la Microbiologia.
E’ difficile non ipotizzare che i centri trasfusionali di ospedali di secondo livello come Cecina non siano toccati in termini di personale dal progetto (ieri in ospedale si era diffusa la notizia di un possibile smantellamento dell’ambulatorio di Ematologia che non ha trovato conferme). C’è da vedere invece se ci saranno riflessi sui servizi e l’assistenza finora concessa ai donatori.
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