Finanza
Censimento: in 300 a rischio multa
Sono circa trecento i cittadini cecinesi che rischiano di vedersi recapitare una multa da duemila euro nella cassetta della posta. Il motivo di una sanzione così salata?
CECINA. Sono circa trecento i cittadini cecinesi che rischiano di vedersi recapitare una multa da duemila euro nella cassetta della posta.
Il motivo di una sanzione così salata? La mancata restituzione del questionario Istat per il censimento 2011.
I moduli spediti a Cecina dall'Istituto nazionale di statistica nello scorso autunno erano pari a circa 12mila 500. Tre le modalità di riconsegna disponibili: la via telematica, quella dei centri di raccolta comunali e quella attraverso gli sportelli postali.
Il questionario poteva essere compilato a partire dal 10 ottobre scorso (andrà a fotografare la situazione della popolazione italiana al 9 ottobre 2011).
La cosiddetta seconda fase, è iniziata dal 20 novembre scorso, quando i rilevatori dell'ufficio comunale hanno iniziato a bussare alla porta dei ritardatari. Il centro di raccolta nella sede dell'ex elementari Guerrazzi chiuderà i battenti da lunedì pomeriggio.
«Al momento sui 12.500 moduli previsti dall'Istat - spiega Gabriele Bibbiani dell'ufficio censimento - ne sono stati riconsegnati 11.838. La media è molto alta, siamo intorno al 94,1 per cento del totale».
Tra le possibilità di riconsegna la più gettonata è stata la strada dell'ufficio comunale. Al centro di raccolta sono arrivati 5.461 moduli (quasi la metà dei questionari). Questo perché molti residenti, perlopiù anziani, hanno preferito avvalersi dell'aiuto del rilevatore comunale per non incorrere in errori. Altri 3.649 sono stati spediti utilizzando gli sportelli postali. Meno battuta la via telematica (2.728 domande spedite via web), anche perché non tutti hanno i cittadini hanno a disposizione un pc o si trovano a loro agio con i mezzi informatici.
Come detto, più del cinque per cento della popolazione individuata dall'Istat non ha ancora riconsegnato i fogli del censimento.
«Ci sono almeno 300 famiglie - spiega Bibbiani - che a quanto ci risulta hanno ricevuto il modulo ma non l'hanno restituito. All'indirizzo di queste persone partiranno dagli uffici comunali delle lettere di diffida». Se non ci sarà una risposta, allora verrà spedita la sanzione da parte dell'Istituto di statistica. La multa è di circa duemila euro.
«Oltre ai trecento ritardatari - continua Gabriele Bibbiani - ci sono altrettanti residenti che non si trovano. La loro posizione andrà verificata nei prossimi giorni». Perlopiù si tratta di cittadini che dagli archivi Istat risultavano residenti in una determinata abitazione e che al momento della consegna dei questionari non c'erano più.
«E' il caso di cittadini stranieri che possono essere tornati nel loro paese - dice Bibbiani - o di residenti che hanno cambiato domicilio in questi ultimi mesi».
Rino Bucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
