Il Tirreno

Ultimatum della Cgil: la direzione Asl si fermi

Ultimatum della Cgil: la direzione Asl si fermi

Nunes: «Servizi smantellati, cup al collasso. Ora basta o sarà mobilitazione». MArtedì pomeriggio incontro con tutti i sindacati nella sede dell’azienda

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Ogni volta bisogna andare allo scontro solo per avere l'attenzione della direzione aziendale, ogni volta bisogna fare rumore per essere ascoltati. Non mi sembra il modo migliore di curare le relazioni sindacali da parte della direzione Asl 6». Chi parla è Stefania Nunes (funzione pubblica Cgil sanità), che aveva annunciato l'apertura dello stato di agitazione se non si fosse aperto un confronto con la direzione dell'Asl 6.

Il confronto ci sarà: la riunione infatti è stata fissata per domani pomeriggio (alle 17) alla sede di Monterotondo tra l’azienda e tutte le organizzazioni sindacali.

Ma Nunes non la prende come un'apertura: «Avevamo coinvolto anche la prefettura e l'azienda aveva cinque giorni di tempo per fissare l'incontro, la risposta era scontata e se vogliamo leggere tra le righe, il fatto di aver fissato un incontro così importante in orario avanzato, nel tardo pomeriggio, significa che si ha poca voglia di discutere. Ma comunque vediamo».

Oggetto dell'incontro sarà , come sempre, la riorganizzazione per intensità di cure voluta dal direttore generale Monica Calamai.

«La direzione aziendale dell'Asl - dice ancora Nunes - sta violando l'accordo sulla riorganizzazione: ma quale organizzazione per intensità di cure? Ma quale monitoraggio con le organizzazioni sindacali? L'azienda in questo mese di gennaio ha deciso unilateralmente azioni tali da mettere in discussione tutto il lavoro fatto sino ad adesso e di fatto, prevedendo lo smantellamento di alcuni servizi che mettono a repentaglio gli stessi servizi sia nei presidi di Cecina, Piombino, Elba, ma anche a Livorno».

« A niente - prosegue Nunes - fin qui erano valse le nostre richieste di concertazione e di confronto con la direzione, tanto che con le altre organizzazioni confederali firmatarie dell'accordo avevamo attivato le procedure per la proclamazione dello stato di agitazione . La direzione sappia che non ci fermeremo, sottoscrivere accordi serve nella storia sindacale a tenere aperto il confronto, e noi non ci rinunceremo. La direzione dell'Asl 6 pensa che sia sufficiente mandare le informative per avere mano libera sull'organizzazione dei servizi? I cup sono al collasso, i centri trasfusionali sono in discussione, le centrali di sterilizzazione si esternalizzano, i reparti, compresi i reparti di pronto soccorso, sono ai minimi essenziali, il territorio non è stato rinforzato. Questo il nostro appello: la direzione si fermi, apra il confronto con le organizzazioni sindacali, rispetti gli accordi sottoscritti e il contratto, rispetti i diritti dei lavoratori e dei cittadini. L'alternativa a tutto ciò è solo una mobilitazione dei lavoratori della sanità e dei cittadini in difesa del servizio sanitario pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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