Proteste
«Ho perso casa e lavoro, sono disperato»
L’appello di un cecinese rimasto senza tetto, reddito e con problemi anche di salute
CECINA
«Sono disperato: ho perso il lavoro, non ho più un tetto sotto il quale dormire e ho problemi di salute che non posso risolvere perché non mi posso permettere la più semplice delle visite mediche».
Stefano Papi ha 48 anni, è nato e vissuto a Cecina e in città è molto conosciuto. Nella sua Cecina, però, non vive più dallo scorso settembre quando, insieme alla compagna, ha subìto un primo sfratto.
«Nel 2010 ho avviato una piccola azienda di spedizioni private - spiega Papi - ma gli affari non sono andati bene e a settembre ho dovuto chiudere l'attività. Anche la mia compagna è rimasta senza lavoro e poco dopo siamo stati sfrattati».
La coppia trova ospitalità da un amico a Volterra. «L'unica soluzione disponibile è stata questa - spiega Papi - purtroppo sono stati mesi bruttissimi per me. A luglio è morta mia madre, poi sono arrivati i problemi economici e di recente si sono aggiunti quelli di salute. Io sono diabetico dal 1990 e ho già subìto un intervento ai reni, di recente ho manifestato altri problemi. Se non riesco a trovare una casa sarò costretto a dormire in macchina».
Nei mesi scorsi vari i tentativi di richiesta di aiuto al Comune: «La mia compagna è stata decine e decine di volte in Comune per chiedere una mano, ma una soluzione non è mai stata trovata. Lo dico con grande rammarico perché ho visto molti cittadini stranieri aiutati: se dobbiamo cambiare nome per ricevere una mano siamo pronti a farlo. Anzi, la disperazione mi può portare a qualsiasi gesto, quando non vedi la luce in fondo al tunnel non c'è nient'altro da fare».
Spiragli di luce in questa difficile storia ci sono: «Fortunatamente ho trovato una sistemazione per i miei cani - dice Stefano emozionandosi - sono sei volpini e una cucciola è incinta. Separarmi da loro per me sarebbe terribile, sono come figli». E poi c'è il campo di calcetto: «L'unica piccola fonte di reddito è rimasta quella di arbitro di calcetto, ma io sono disposto a fare qualsiasi tipo di lavoro pur di uscire da questa situazione».
Alessandro Bientinesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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