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«Voglio un partito aperto che parla con la gente»

«Voglio un partito aperto che parla con la gente»

Intervista ad Alessandra Meini, alla guida del Pd cecinese: più incontri pubblici «Un obiettivo? Spero di far crescere una nuova classe dirigente»

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CECINA

Prima donna presidente del consiglio comunale di Cecina, nel 99; prima donna alla guida della segreteria del Pd, nel 2012. Quanto conta la questione di genere per Alessandra Meini? E si sente un po' una quota rosa?

«Sono contenta di questa elezione, ma non credo che in nessuno dei casi sia arrivata perché sono una donna. Come si dice, era il momento giusto. Era matura una trasformazione culturale».

Quindi non conta la politica di genere?

«Vorrei arrivare ad un giorno in cui non sia più importante. Così come le quote rosa, vorrei che non fossero necessarie».

La sua segreteria è cominciata subito con una fase operativa, gli incontri per la nomina della segreteria. In cosa si caratterizzerà il suo mandato, sarà in linea con quello del suo predecessore Lippi?

«Ci sarà discontinuità nel modo di operare; vorrei che la mia fosse una segreteria che più spesso si rapporta con sindaco e assessori per le questioni che riguardano la città».

La sua segreteria parte anche con una novità: il riconoscimento di una minoranza all'interno del partito, che lei ha dichiarato di voler inserire in segreteria. Pensa che sarà difficile la gestione?

«La minoranza interna si rifà ad alcuni temi che sono emersi anche nell'assemblea di martedì: critica la mancanza di discussione nel partito, chiede maggior divulgazione. Per me questo è positivo, se discutiamo di temi la questione è risolvibile con la concertazione, la discussione. Non considero la minoranza come un'opposizione interna. Ripeto, se parliamo di temi e di politica la discussione non mancherà, anche se poi ci sarà un momento di sintesi ed esisterà comunque una maggioranza. I personalismi non li considero nemmeno».

La sua agenda politica si apre con quali priorità?

«La mia agenda è dettata dalle questioni più importanti sul tappeto, a partire dalla sanità. Voglio intensificare il rapporto con il circolo della salute, coordinato dal dottor Sauro Pialli. Vorrei che fosse un laboratorio che esterna ancora di più le sue posizioni. L'altro aspetto è l'autostrada, il confronto con Sat».

In che modo pensa di potenziare la discussione?

«Con assemblee pubbliche e con incontri nel partito. Appena nominata la segreteria ho intenzione di convocare un'assemblea degli iscritti per parlare dei prossimi impegni a partire dal tesseramento, all'organizzazione della festa democratica alla nomina della rappresentante delle donne».

La sua elezione è stata preceduta da un'assemblea molto concitata. Se l'aspettava?

«Sono contenta di come sono andate le cose, e sono soddisfatta del risultato del voto».

Certo, ha avuto l'81 per cento…

«Sì, ma potevano esserci più contestazioni, invece è stato un dibattito costruttivo. Il mio impegno all'interno del partito è stato sempre di disponibilità, prima di arrivare alla candidatura alla segreteria ho lavorato vent'anni; all'assemblea c'era Giovanni Parenti, un ex segretario con il quale ho collaborato a lungo, con lui sono cresciuta. Uno dei miei obiettivi è quello di creare una nuova classe dirigente, per consentire un ricambio generazionale. Per questo voglio aprire anche a contributi esterni, e dar vita ad una gestione allargata». (m.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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