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Demolizioni alle capanne dei vip sulla spiaggia

Demolizioni alle capanne dei vip sulla spiaggia

Anche il Consiglio di Stato ha dato torto ai proprietari 90 giorni per rimuovere oltre 40 costruzioni abusive

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di Divina Vitale

CASTAGNETO

Dovranno essere demolite entro novanta giorni oltre quaranta capanne realizzate sul suolo demaniale senza prescritta concessione e appartenenti, per la maggior parte, alle famiglie nobili del territorio. Là in quel fazzoletto prestigioso di dune che rientrano in gran parte nella zona a protezione ambientale dell'Oasi di Bolgheri dove Raimondo Stiassi, indimenticabile volontario Wwf, passeggiava e raccoglieva specie protette.

Lì dove i nobili e gli ospiti trovavano un rifugio selvaggio ma esclusivo nella spiaggia deserta tra Bolgheri e Marina di Bibbona.

Ma anche i sogni più belli finiscono. E una tradizione che si ripete dai primi del Novecento, che conta una lunga storia e che ha spinto gli stessi proprietari a fare ricorso per difendere quella per tanto tempo coltivata e amata terra di sabbia, verrà interrotta. Proprio in quei luoghi di cui hanno goduto noti nomi dello star system italiano e mondiale: chi non ricorda Sting, l'eroina del Titanic Kate Winslet, Gianna Nannini, giornalisti e politici ecc., spaparanzati e "ovattati" in quelle capanne poco lussuose ma solo nell'aspetto perché godevano di una privacy e vista unica. Ma è quanto ha deciso il Consiglio di Stato con sentenza numero 4431-2011. Oltre alla rimozione, i propietari dovranno anche pagare multe salate. Proprio in questi giorni infatti l'ufficio competente del Comune di Castagneto ha recapitato a casa degli interessati le ordinanze e in caso di mancato adempimento si avvierà la procedura d'ufficio con recupero coattivo delle spese sostenute.

La vicenda risale al 2002, quando l'amministrazione comunale emanò una serie di ingiunzioni che chiedevano la demolizione di tali opere edilizie: baracche, tettoie, capanne «realizzate - come scrive l'ufficio tecnico del Comune - in violazione agli articoli del codice della navigazione poste sull'arenile tra la foce del fiume Seggio e il confine col comune di Bibbona. Nel dettaglio si tratta di 8 capanne in area privata ricadenti però nella fascia dei 30 metri dal limite del pubblico demanio marittimo, 21 tettoie, 14 capanne con occupazione abusiva di 1.000 mq».

Seguirono il ricorso al Tar della Toscana dei proprietari, respinto nel 2005, e l’appello al Consiglio di Stato che ha ribadito la sentenza di primo grado.

«L'attività di controllo non si limita a quanto dichiarato - continua la nota del responsabile dell'ufficio comunale Moreno Fusi - ma sono in corso una serie di accertamennti anche sull'arenile posto tra il Forte di Marina e il confine col comune di San Vincenzo. Nella zona in cui furono riscontrati abusi edilizi consistenti nella realizzazione di tettoie per le quali fu ordinato l'abbattimento. Il provvedimento fu emesso contro ignoti perché dagli accertamenti non fu possibile risalire ai proprietari. Sono in corso le attività di demolizione che, considerato anche lo stato precario in cui si trovano, potranno essere eseguite direttamente con mezzi e personale a disposizione dell'ente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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