Il Tirreno

Lettere dei deportati per non dimenticare l’orrore e la guerra

 Lettere dei deportati per non dimenticare l’orrore e la guerra

Gli appuntamenti del giorno della memoria film, mostre , incontri e un consiglio comunale

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COMUNE DI CECINA (Provincia di Livorno)

COMUNICATO STAMPA

LE INIZIATIVE DEL COMUNE DI CECINA PER IL GIORNO DELLA MEMORIA FISSATO PER IL 31 GENNAIO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO A CUI PARTECIPERANNO ANCHE I RAPPRESENTANTI DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI. ALTRI APPUNTAMENTI IN BIBLIOTECA COMUNALE E NEL SALONE PARROCCHIALE DELLA SANTA FAMIGLIA IN VIA AMBROGI

La Repubblica Italiana riconosce, con propria legge (n. 211/2000), il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi si sono opposti al progetto di sterminio ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Il Comune di Cecina ha promosso una serie di incontri e iniziative per commemorare la giornata. Il primo di questi appuntamenti è fissato per venerdì 27 gennaio giorno in cui sarà allestita in Biblioteca comunale una mostra di dipinti dal titolo “Disegna ciò che vedi” tratti dal diario di Helga Wessoiva ed opera della stessa autrice allora bambina nel ghetto di Terezin. L’allestimento realizzato in collaborazione con la Cooperativa il Cosmo e con l’Accademia Utopia sed cum iudicio potrà essere visitato fino all’11 febbraio 2012. Inoltre martedì 31 gennaio alle ore 8 presso l’Auditorium di Via Verdi è stato indetto un Consiglio Comunale aperto dedicato al Giorno della Memoria a cui parteciperà anche il Consiglio comunale dei Ragazzi. Sono previsti gli interventi del presidente del consiglio Giuseppe Antonio Costantino, del sindaco Stefano Benedetti, del sindaco dei ragazzi Giovanni Boni, di un rappresentante dell’ISTORECO di Livorno e dell’associazione Combattenti e Reduci di Cecina. Sempre nel corso dell’assemblea, Carlo Rotelli, presidente dell’Artimbanco darà lettura di alcuni brani e nell’occasione sarà consegnata alla famiglia di Fortunato Biondi la Medaglia d’Onore conferita dallo Stato agli ex deportati civili e militari, che hanno vissuto la terribile esperienza dei lager e dei campi di lavoro. Infine mercoledì 8 febbraio presso il salone parrocchiale della Santa Famiglia in Via Ambrogi è stata organizzata, con la collaborazione di Don Marco della Parrocchia il Duomo, una conferenza a cui parteciperà Hanna Kugler Weiss che fu prigioniera ad Auschwitz all’età di 16 anni. L’autrice, sopravvissuta a tale esperienza, con il tempo ha deciso di ricordare e di scrivere quanto ha provato; la sua testimonianza è raccolta nel libro autobiografico “Racconta! Fiume-Birkenau-Israele” disponibile anche presso la Biblioteca comunale di Via Vico.

Cecina, 25.01.2012

L’ Ufficio Stampa

COMUNE DI CECINA (Provincia di Livorno)

A Il Tirreno A La Nazione

Venerdì 27 gennaio 2012 giorno della memoria, della testimonianza, del ricordo. Tutte le volte che arriviamo a celebrazioni e a commemorazioni di questo tipo ci chiediamo: perché ricordare? E’ già stato detto tante volte ed il rischio è che in certi casi le parole non siano sufficienti e restino solo dei vuoti pronunciamenti o peggio ancora discorsi di maniera. Eppure oggi, più di prima vi è la necessità di parlare, di riflettere insieme. I motivi possono essere molteplici, tuttavia mi soffermerò su quelli che sento più cogenti. Il primo è che esiste un dato storico, oggettivo, di tipo anagrafico che registra la scomparsa pressoché integrale dei protagonisti di quegli eventi e questo rischia di affievolire il nostro coinvolgimento e il nostro legame diretto con quelle terribili vicende. Da qui come hanno detto alcuni la memoria si fa rappresentazione, dove le immagini, i racconti, gli scritti, giocano spesso un ruolo fondamentale nel processo di trasmissione e partecipazione. In secondo luogo noi oggi viviamo in un'altra epoca rispetto a quella nella quale si manifestarono e si svilupparono quei fatti orribili ed atroci e tuttavia le radici dell’odio e della violenza sono ancora presenti nel nostro tempo. Ciascuno di noi almeno una volta è stato testimone diretto di fatti grandi o piccoli di razzismo, antisemitismo, xenofobia, intolleranza, violenza gratuita ed è spettatore ogni giorno di avvenimenti che vanno ben oltre la cronaca locale e riguardano invece l’umanità in generale sia essa singola o associata ed il suo rapporto con il “male”. Un male che nello sterminio degli ebrei e nella disperazione dei lager trova una delle rappresentazioni più emblematiche e lucide che l’immaginario collettivo possa individuare. Perciò ricostruire e analizzare quelli che sono stati i meccanismi e le ragioni perverse che hanno governato la discriminazione, la deportazione e il massacro di milioni di persone: uomini, donne e bambini, serve a mostrare e svelare quello stesso “male” che può insinuarsi pericolosamente e viscidamente nel nostro quotidiano e in piccoli e a volte banali gesti che possono col tempo dar origine a tragedie e catastrofi individuali e collettive. Io credo che queste possano essere alcune delle ragioni per la quale noi dobbiamo mantenere ed esercitare questa memoria per non rivivere le vicende drammatiche di cui oggi parliamo e per riconoscere il “male” quando questo si manifesta e contrastarlo con tutte le nostre forze, con tutto il nostro impegno, anche quando questo può costare molto caro. Un'altra ragione che ci spinge a tenere alta l’attenzione e proseguire con ostinazione in questo esercizio è legato al pericolo di un certo revisionismo storico che può confonderci e farci perdere la piena consapevolezza di ciò che è realmente accaduto. Con questo non voglio negare l’importanza di una riflessione critica sugli avvenimenti che sono successi, approfondendone i motivi, sviscerandone tutti gli aspetti, facendo però attenzione a non stravolgere la verità, il senso delle cose e sminuire la gravità delle responsabilità mettendo tutti sullo stesso piano: vittime e carnefici, oppressi ed oppressori. Infine ancora un motivo ci stimola a non dimenticare ed è la voglia di dire no. No all’ingiustizia, no alla sopraffazione, no al razzismo, no alla violenza, no alla guerra e sì alla pace, sì alla giustizia, sì all’uguaglianza delle opportunità. Affinché vi sia una vera riconoscenza verso i perseguitati, i caduti, i deportati, e per poter affermare che il loro sacrificio e la loro resistenza sono serviti a dissolvere i mostri del passato è necessario l’impegno da parte di tutti, un impegno morale, di apertura culturale, di verità e conoscenza. “Fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza..” queste parole del sommo poeta dettero a Primo Levi – internato nel campo di Auschwitz con il n. 174517, la forza di non cedere, queste stesse parole devono servire a noi per proseguire nel cammino della libertà e della democrazia.

Cecina lì, 25 gennaio 2012

IL SINDACO Stefano Benedetti

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