Il Tirreno

La Sarplast fa ricorso alla cassa integrazione

La Sarplast fa ricorso alla cassa integrazione

Riguarda un gruppo di impiegati. A pesare la commessa in Libia ancora congelata. Ma nuovi contratti potrebbero regolarizzare la situazione

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di Mario Moscadelli

SANTA LUCE

Un anno fa era una possibilità. Oggi è una realtà. La Sarplast, azienda con una sede anche a Santa Luce specializzata nella produzione di tubi in vetroresina, ha fatto ricorso alla cassa integrazione. Ad oggi, come confermano dalla stessa azienda, riguarda una decina di lavoratori degli uffici. Una cassa integrazione a rotazione, la cui scadenza è fissata per metà del prossimo mese. Inoltre, nonostante gli importanti sforzi della società per mantenere immutato il livello occupazionale, si è dovuto rinunciare ad una ventina di interinali. L’azienda, comunque, confida che le nuove commesse acquisite riportino il regolare svolgimento del lavoro, anche se appare difficile poter tornare ai 150 dipendenti di fine 2010.

Cassa integrazione. I problemi della Sarplast Iniziative industriali (questa la denominazione corretta della società) sono emersi pubblicamente in un recente consiglio comunale aperto a Santa Luce. Dibattendo sull’impianto a biomasse che sorgerà tra l’altro accanto alla Sarplast, è emerso appunto il ricorso da parte dell’azienda alla cassa integrazione. Intervento confermato da Stefano Del Punta, segretario generale della Cgil di Pisa, che sta seguendo la vicenda. «A causa del congelamento della grossa commessa per la Libia - dice Del Punta - l’azienda ha dovuto fare ricorso ad una cassa integrazione a rotazione, che al momento riguarda un ristretto gruppo di lavoratori. Inoltre, si è dovuto rinunciare ai tanti lavoratori interinali».

L’azienda. Lo stesso direttore dello stabilimento di Santa Luce, Raffaele Colangelo, conferma questo quadro, sottolinenando comunque «che l’azienda ha fatto e sta facendo il massimo per non perdere nessun posto di lavoro e che la situazione, tuttavia, è sotto controllo». E attraverso una nota, l’azienda illustra le commesse e le strategie per il 2012. Per quanto riguarda direttamente lo stabilimento di Santa Luce, «la Sarplast ha già acquisito diversi progetti industriali sia nell’oil&gas che nella dissalazione in Medio Oriente, in Malesia , Kuwait e Kazakhistan la cui produzione sarà effettuati negli stabilimenti di Doha e Santa Luce, per un valore di oltre 10 milioni di dollari inclusa ingegneria e montaggi». Inoltre, la fabbrica di via Rosignanina «produrrà nel primo trimestre di quest’anno 5 chilometri di tubazioni da spedire in Nigeria in un progetto di approvvigionamento idrico per la capitale del paese africano». Nella nota, poi, sono elencati altri interventi compiuti di recente e da fare prossimamente da parte della società che al momento fanno ben sperare i lavoratori. Naturalmente si attende a braccia aperte lo sblocco della maxi-commessa per la Libia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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