Sicurezza
Diciamo no a razzismo e ad ogni intolleranza
Tutte le volte che arriviamo a celebrazioni e a commemorazioni di questo tipo ci chiediamo: perché ricordare? Eppure oggi, più di prima vi è la necessità di parlare, di riflettere insieme. I motivi...
Tutte le volte che arriviamo a celebrazioni e a commemorazioni di questo tipo ci chiediamo: perché ricordare? Eppure oggi, più di prima vi è la necessità di parlare, di riflettere insieme. I motivi possono essere molteplici, tuttavia mi soffermerò su quelli che sento più cogenti. Il primo è che esiste un dato storico, oggettivo, di tipo anagrafico che registra la scomparsa pressoché integrale dei protagonisti di quegli eventi e questo rischia di affievolire il nostro coinvolgimento e il nostro legame diretto con quelle terribili vicende. In secondo luogo noi oggi viviamo in un'altra epoca rispetto a quella nella quale si manifestarono e si svilupparono quei fatti orribili ed atroci e tuttavia le radici dell'odio e della violenza sono ancora presenti nel nostro tempo. Ciascuno di noi almeno una volta è stato testimone diretto di fatti grandi o piccoli di razzismo, antisemitismo, xenofobia, intolleranza, violenza gratuita ed è spettatore ogni giorno di avvenimenti che vanno ben oltre la cronaca locale e riguardano invece l'umanità in generale sia essa singola o associata ed il suo rapporto con il "male". Un male che nello sterminio degli ebrei e nella disperazione dei lager trova una delle rappresentazioni più emblematiche e lucide che l'immaginario collettivo possa individuare».
Stefano Benedetti
(sindaco di Cecina)
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