Il Tirreno

Ancora file per i prelievi Il Fials: «Poco personale»

Ancora file per i prelievi Il Fials: «Poco personale»

Il sindacato lancia l’allarme infermieri per la terapia intensiva «L’azienda richiama in servizio i reperibili per la sala operatoria»

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CECINA

Da una parte i pazienti, che lamentano carenze e disagi soprattuto per la prenotazione di esami e analisi. Dall’altra si muovono i sindacati, soprattutto il Fials, che rilancia l’allarme personale. Poi c’è il comitato Pro Ospedale che chiede verifiche sulla riorganizzazione per intensità di cura perché - affermano i coordinatori - «ci arrivano continuamente segnalazioni di cittadini preoccupati».

Ancora problemi al Cup. E’ di ieri l’ultima protesta che giunge al nostro giornale da alcuni cittadini di Rosignano in fila, per ore, allo sportello del centro prelievi del Distretto di via Moro. «Un quarto d’ora a numero di attesa - racconta un anziano pensionato -, ne avevo quindici prima di me, e solo per prenotare un esame del sangue. Alla fine, quando è toccato il mio turno, ho avuto la prenotazione. Gli esami del sangue, tuttavia, dovrò farli fra 6 giorni». Dunque, un’ora di fila per sapere che il prelievo (che fino a pochi mesi fa si faceva nel giro di 24-48 ore) si farà la settimana successiva. E ciò nonostante l’Asl, attraverso la Società della Salute, abbia deciso di estendere l’orario di apertura degli sportelli. Comunque segnalazioni di disagi e attese continuano ad arrivare anche dal Cup dell’ospedale.

Allarme personale. Per il sindacato autonomo Fials dietro a queste carenze e ai problemi di alcune unità operative ci sarebbe la cronica carenza di organico alla quale l’Asl 6 risponderebbe costringendo il personale a turni e reperibilità.

«Molte scelte aziendali - scrive Daniela Boem - dimostrano in maniera inequivocabile come la Asl 6 stia gestendo il bene salute in modo a nostro avviso irresponsabile creando situazioni che mettono a repentaglio la sicurezza degli operatori con probabili ripercussione sugli utenti». Alcuni fatti - secondo il Fials - sono emblematici per comprendere la situazione di criticità in cui versa la sanità locale.

Il caso della sub intensiva.«Ad esempio quando l'Utic è stato cancellato finendo riassorbito all'interno dell'indistinta unità pperativa di Terapia Intensiva - Sub Intensiva (Tisi), parte degli infermieri sono stati tolti per coprire le carenze di personale in altri reparti. Adesso la Asl si accorge che gli operatori rimasti non sono sufficienti a garantire i parametri di assistenza previsti per legge. Nei casi in cui viene a mancare il rapporto necessario tra numero di infermiere e questi pazienti molto la Asl ha dato disposizione di chiamare in servizio l'infermiere reperibile per la sala operatoria il quale deve coprire il turno notturno in Tisi ma continua a rimanere reperibile anche per un intervento chirurgico urgente nel qual caso è autorizzato a lasciare il reparto per svolgere i suoi compiti al tavolo operatorio; ma a questo punto è evidente che il reparto torna a rimanere con un numero di infermieri insufficiente per assistere i pazienti ricoverati.».

Infermieri in Medicina.«La Asl sta sottovalutando il fatto che il numero esiguo di infermieri nei reparti, come ad esempio le Medicine, rischia di non essere sufficiente per applicare in pieno le nuove disposizioni in materia di precauzioni in caso di isolamento di pazienti affetti da microrganismi particolarmente contagiosi». Protocolli che richiedono più personale socio-assistenziale. Il Fials ricorda poi anche il centralino telefonico chiuso di notte pertanto le chiamate di reperibilità, il sistema di gestioni degli allarmi, l'apertura dell'ingresso vengono gestite dal centralino di Livorno. (a.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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