Il dolore
Sindaco in guerra: permesso a Solvay scaduto da 4 anni
Da Montescudaio accuse alla Provincia: «Sapeva tutto» I sindacati dell’azienda a Firenze: un tavolo in Regione
di Andrea Rocchi
CECINA. Tira brutta aria in Val di Cecina ed in via Piave, a Rosignano Solvay, lo sanno bene. Segnali inequivocabili quelli che sono arrivati, nell’ordine, dal sindaco di Volterra per le estrazioni di salgemma a Saline e successivamente dal primo cittadino di Montescudaio per i prelievi idrici nei cavi del Fiorino. Due stop che incidono non poco sull’attività dell’industria chimica. Acqua e sale, per Solvay, valgono oro. Sono indispensabili per i processi industriali in sodiera e all’elettrolisi. Ma non solo.
L’allarme produzioni. L’azienda fa capire che se non potrà disporre di queste materie prime nelle quantità necessarie dovrà rallentare la produzione. I sindacati sono preoccupati perché temono che una contrazione nell’attività abbia ripercussioni sui lavoratori. E per questo, ieri , hanno avuto un incontro a Firenze con gli assessori regionali Simoncini e Bramerini. Per avere garanzie che la Regione intervenga scongiurando l’acuirsi di un braccio di ferro fra l’azienda e le comunità della bassa e alta Val di Cecina. Un impegno che-spiegano le rsu-gli assessori hanno garantito.
Sindaco contro Provincia.Chi non accetta la logica “stop ai prelievi, stop alle produzioni” ed avverte nell’equazione l’odore di un ricatto è il sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini che nei giorni scorsi ha intimato a Solvay di fermare i prelievi alla Steccaia, “una delle poche falde di acqua buona rimaste” e, come tale, da salvaguardare. Dopo il via libera alla conferenza dei Servizi che ha rimesso in gioco il progetto Idros il sindaco di Montescudaio ha posto i primi paletti. No all’uso dei laghetti per fini industriali - ha detto Pellegrini - per di più in assenza di una convenzione con Solvay (fatta a suo tempo ma scaduta) e con un regolamento urbanistico appena approvato che non contempla Idros. Oggi il sindaco, nel rispondere al presidente regionale del Wwf Demi che lo aveva attaccato per la passata gestione dei rapporti con Solvay, lancia nuove accuse alla Provincia di Pisa che è deputata al rilascio delle autorizzazioni ai prelievi idrici.
Permesso scaduto da 4 anni. Pellegrini sostiene che l’autorizzazione della Provincia a Solvay come sperimentazione del progetto Idros (la n. 42 del 13/3/2007) è scaduta da 4 anni e la Provincia avrebbe saputo di questo, o avrebbe dovuto saperlo, anche a seguito della comunicazione inviata all’ente il 28 dicembre scorso dallo stesso sindaco. Da qui l’azione intrapresa da Pellegrini che ha intimato lo stop ai prelievi ed emanato apposita ordinanza contro la quale Solvay sarebbe pronta ad agire legalmente. Nuovi pozzi a Riparbella. Ma Pellegrini dice di più. «Solvay - scrive il sindaco - già usa a pieno regime i pozzi 20, 21, 23 e 24 e sembra avere in programma ulteriori pozzi nel comune di Riparbella ( sempre sulla stessa falda!) Non c'è bisogno di essere grandi paladini dell’ambiente per capire che la situazione è diversa e ben più drammatica di cinque anni fa! »
Tavolo in Regione. Ieri, come dicevamo, c’è stato un incontro tra i rappresentanti delle Rsu Solvay-Parco Industriale e gli assessori Simoncini (lavoro) e Bramerini (ambiente). Soddisfazione è stata espressa dal sindacato per l’esito dell’incontro che - spiega Marco Baldini, coordinattore delle rsu - «ha visto l’impegno della Regione a lavorare per un accordo che preveda la salvaguardia della risorsa idrica ma anche la possibilità per l’azienda di continuare la propria attività nel rispetto dell’ambiente». E’ stato anche deciso di istituire un tavolo regionale sull’acqua coi comuni della Val di Cecina.
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