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Sentenza scuolabus gli autisti battono cassa

Sentenza scuolabus gli autisti battono cassa

Il Comune ha fatto scadere i 120 giorni entro cui avrebbe dovuto pagare il risarcimento: l’ente confida nella sospensiva della corte d’Appello

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di Mario Moscadelli

ROSIGNANO

A cinque mesi di distanza dalla sentenza con cui il tribunale del lavoro di Livorno ha dato ragione a sei ex autisti dello scuolabus, l’amministrazione comunale non ha ancora saldato quel risarcimento da oltre 130mila euro. Il caso sarà discusso nel prossimo consiglio comunale visto che Giorgio Franconi, capogruppo della Federazione della Sinistra, ha presentato un’interrogazione dove chiede chiarimenti sulla situazione «visto che risultano difficoltà da parte dell’ente a soddisfare quanto previsto nella sentenza».

Gli autisti battono cassa. I sei ex autisti che hanno vinto la causa (per il giudice, infatti, c’è stato nei loro confronti un uso improprio da parte di Palazzo civico di contratti a termine) si aspettavano di incassare quanto dovuto nel corso del 2011. Ma alla scadenza di legge dei 120 giorni, nei loro conti correnti non è arrivato nessuno bonifico da parte del Comune di Rosignano. Dunque, l’ente non ha ottemperato alla sentenza. E per questo a cosa va incontro? A delle spese in più in caso di sconfitta in corte d’Appello. L’avvocato che difende i sei autisti, per questa inadempienza, ha già presentato i precetti per ciascuno dei suoi clienti. A questo poi ci sarà da aggiungere la rivalutazione dei crediti di lavoro. Insomma, nel frattempo la cifra che il Comune deve versare a questi lavoratori è cresciuta di qualche migliaia di euro rispetto a quanto stabilito in primo grado.

Gli scenari. Ma perché il Comune non ha saldato la sentenza entro i tempi stabiliti? Perché confida nella corte d’Appello. Nella settimana appena trascorsa, come conferma l’assessore alle finanze Gennaro Tudisco che sarà chiamato a rispondere all’interrogazione di Franconi, l’avvocato che difende il Comune (Renzo Grassi) ha presentato a Firenze richieste di sospensiva. In sostanza si chiede ai giudici della corte d’Appello di congelare il pagamento del risarcimento in attesa di un pronunciamento definitivo. Ricordiamo, infatti, che alla fine dell’ottobre scorso Palazzo civico ha fatto ricorso verso la sentenza firmata dal giudice Jacqueline Magi. Con questa strategia, il rischio del Comune è che in caso di risposta negativa sulla sospensiva sarà costretto a pagare più soldi rispetto a quanto indicato nella sentenza di primo grado. Tudisco stesso, comunque, sostiene che se la sospensiva sarà respinta il Comune si subito metterà in moto per pagare quanto dovuto.

La causa infinita. Ma questa è soltanto una delle puntate di questa causa infinita. In corso di istruttoria, infatti, ci sono i casi di altri 13 ex autisti di scuolabus, che sempre sotto la tutela dell’avvocato Tinagli hanno intrapreso questa battaglia legale per vicende legati ai contratti. Nei loro casi, tuttavia, la sentenza è attesa per metà anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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